lunedì 28 aprile 2025

IL GALLO DI JADDICO

QUANDO IL GALLO CANTO'

Affresco della Madonna di Jaddico con il Bambino benedicente.

 

Il Gallo, anzi "lu Jaddu"
(da qui Jaddico: questa l'ipotesi più accreditata)
 

    Quando il "gallo" canta le emozioni possono essere diverse e contrarie.

Possiamo veder piangere. Questo può accadere se abbiamo di fronte Pietro, nel momento in cui si trova davanti al fuoco, davanti alla sua terza bugia e perché gli risuonano le parole che Gesù gli aveva da poco detto.

Se invece di trovarci assieme a tanta gente, così come è capitato a Pietro, se invece, dicevo, ci troviamo a Jaddico, sempre di notte, nel silenzio della notte, allora potrebbe accadere di sentir cantare un gallo.

Anzi il gallo, quello che si intravede sull'affresco.

Una pagina che leggo dice che abbia cantato a squarciagola.


L'ARRIVO DEI CARMELITANI A BRINDISI

“e il gallo cantò”


    Il tempo era maturo perchè giungesse a Jaddico una comunità religiosa.

I Servi della Madonna, attraverso la persona di Alberto Del Sordo, erano in stretto contatto con la Curia di Brindisi perchè ciò si realizzasse.

    Mons. Settimio Todisco, Vescovo di Brindisi e Ostuni durante gli anni che stiamo narrando, ci dice che tutto questo assume un grande significato, perchè quelle persone, appunto i “Servi”, anziché sentirsi preoccupati di voler conservare una bandiera da tenere in mano, avvertono la necessità di avere a Jaddico la presenza di una comunità religiosa che possa promuovere un'azione educatrice spirituale capace di toccare i cuori.

“Ho contattato varie comunità religiose, afferma Mons. Todisco, finchè, mentre ero in episcopio, durante l'ora di pranzo, è arrivata una telefonata. Era il Padre Prov.le dei Carmelitani Scalzi, che mi diceva: “Siamo riuniti in capitolo e abbiamo parlato anche di Jaddico. Abbiamo concluso che, se lei non ha ancora provveduto, noi saremmo disposti a venire.”

“Ho avuto contatto con diverse comunità religiose, risponde Mons. Todisco, in questo momento sto trattando, ma le dico che non ho concluso con nessuno, però se voi mi date la disponibilità, io dico subito sì. Voi siete stati i primi. Benvenuti!”

Ancora Mons. Todisco: “Pongo una condizione: se venite a Brindisi io non voglio che voi, nello svolgere il vostro ministero, passaste da una chiesa all’altra; non che io non apprezzi, sento la necessità di un centro di spiritualità a Jaddico, dove la presenza dei Padri deve essere costante. Perchè si possa creare un servizio stabile, capace di accogliere la gente, predicare, confessare, consigliare, sollecitare la fede, necessita una disponibilità quotidiana, un centro educativo spirituale, perché la fede non si fa a furia di messe, di rosari, di processioni. Tutto questo è buono, ma, se non si mettono in moto tutti i meccanismi educativi perchè la gente sia convinta della propria fede, noi avremo sempre cristiani deboli, fiacchi di assumere la responsabilità della fede per se stessi, per la famiglia, per la società in cui vivono.

Termino di parlare. Sento che il Padre sorridendo mi dice: “Eccellenza, lei mi pone questa condizione, ma noi nel capitolo, abbiamo concluso che si veniva a Brindisi, soltanto a questa condizione.

In piazza Duomo, in Curia, in quel 1986, arrivò il Padre provinciale Innocenzo Parente, che fu accolto da Teodoro D'Amici e da Alberto Del Sordo. I tre raggiunsero il Vescovo Settimio Todisco.

La presenza del Padri Carmelitani a Brindisi, di questi Figli devoti a Maria, è diventata ormai una realtà.

I Servi della Madonna promossero la costruzione del Santuario partendo solo da un muro. I Padri Carmelitani giunsero a Jaddico dove trovarono solo il grezzo della struttura che li avrebbe ospitati. Per intenderci il convento.

E in quel momento il gallo cantò. Non era il gallo che ricordava a Pietro di aver appena rinnegato Gesù, ma il gallo di Jaddico, raffigurato sull'affresco della Madonna.

Gridava che era arrivata l'alba di un nuovo giorno. I padri Carmelitani Teresiani erano arrivati.

A tempo debito il Signore, scrive A. Del Sordo, nei suoi piani, avrebbe destinato a Jaddico un Ordine mariano, quale quello dei Padri Carmelitani Scalzi che aderendo all'invito dell'Arcivescovo, tramite il Vicario della Diocesi, Mons. A. Catarozzolo, giunsero a Brindisi, e dal 27 novembre 1986 dimorano stabilmente a Jaddico.

I primi a calcare il terreno di Jaddico sono stati: Padre Cirillo Di Rienzo, Padre Enzo Caiffa, Padre Luigi Gaetani. Con loro anche alcuni giovani che iniziavano il loro cammino vocazionale, tra cui Lorenzo Corangelo e Andrea L'Afflitto.

I lavori furono frenetici.

Dopo venticinque anni di lavoro intenso, silenzioso, senza soste, i “Servi della Madonna” consegnano le chiavi di Jaddico ai PP. Carmelitani, i quali, possiamo oggi dire, da venticinque anni lavorano in maniera intensa, silenziosa e senza soste.

La consegna delle chiavi è solo un modo di dire, perchè la chiesa è sempre aperta per una preghiera notturna, come richiesto dalla Madonna.

Senza soste, in vista dell'anno giubilare del 2000, i Padri hanno realizzato la costruzione del centro di spiritualità, capace di accogliere i pellegrini in questa oasi Mariana, dedicata a Santa Maria Madre della Chiesa.

domenica 20 aprile 2025

Ciao Tina, la casa di Dio Padre ti accoglie e la Mamma Celeste ti abbraccia

Oggi 20 aprile 2025, giorno di Pasqua è salita in cielo Tina figlia di Teodoro D'Amici. Una preghiera da tutti noi parenti ed amici 🙏


"" Quello di oggi è un nuovo giorno.
Quello di oggi è per una vita nuova.
Quello di oggi ci porta al pianto, ma ci da la certezza di una vita dove non c'è lutto, ne pianto, ne dolore.
Eppure non riesco a dire che bello, perchè son passate poche ore. Questi sono i limiti. I miei.
Quello di ieri, di ieri sera, è stato l'ultimo saluto.
Quello di ieri.
Respirava e basta, non un lamento, ha anche aperto gli occhi, ma non mi vedeva. Vedeva il vuoto, così capisco io. Ma so dire che in quei momenti il Signore è di conforto, non lascia soli coloro che stanno all'ultimo respiro. Chissà cosa il Signore le stesse facendo vedere.
Ha scelto questo giorno, anzi questa notte che è appena passata, ed è passata dall'altra parte, è andata a trovare il marito, quello della "luce senza ombre".
È andata a trovare Teodoro e Giuseppina, i suoi genitori.
È andata e non c'è più.
Ha scelto di morire nel giorno, anzi nelle ore in cui a Jaddico si celebrava la messa, la veglia di Pasqua.
Noi vegliavamo e lei moriva.
Noi pregavano e lei per l'ultima volta respirava.
Non poteva scegliere giorno migliore, ha scelto il giorno in cui "si passa oltre", in cui si passa oltre questa vita, si passa oltre, così come l'Angelo ha fatto, perchè in lei, intorno agli stipiti del suo cuore, ha visto il "sangue dell'agnello".
Tutto questo ci riporta alle dieci piaghe. La decima.
Ha lasciato la schiavitù di questa terra ed è entrata nella libertà. 
Questo, tutto ciò Dio ha concesso al suo popolo, agli egiziani. Così è stato anche per lei.
È morta un'altra testimone della luce di Jaddico. Non l'ultima. 
È morta Tina, mia sorella. ""
🙏❤️🙏❤️🙏❤️🙏❤️
dal gruppo WApp Servi della Madonna di Jaddico 
🙏🙏🙏🙏🙏

lunedì 14 aprile 2025

QUESTI SIAMO NOI. QUESTI SONO I "SERVI DELLA MADONNA"


 I SERVI DELLA MADONNA IN CAMMINO E SULLE TRACCE DI TEODORO D'AMICI

 Testimonianza sui fatti accaduti a Jaddico nel Santuario di Santa Lucia - Erchie (Brindisi)

 

Io ci provo.
Io azzardo

    Venticinque anni fa, quando rinacque la Pia Ass. dei Servi della Madonna, mi sono chiesto, oltre al rosario del sabato notte, cosa dobbiamo fare?
E non me ne veniva una.
Poi abbiamo iniziato con il pellegrinaggio del 27 di ogni mese; a seguire, con il pellegrinaggio notturno a piedi del secondo sabato di giugno, sulle locandine siamo arrivati a scrivere quattordici anni; abbiamo continuato, e qui i Servi si sono rimboccati le maniche perchè mi sembrava che questa iniziativa stesse andando in estinzione, il pellegrinaggio notturno automobilistico dell'8 dicembre, e siamo arrivati a scrivere che si fa da oltre mezzo secolo; siamo ininterrottamente andati a pregare nelle case degli ammalati; alcuni di noi sono andati per due volte alla settimana e per anni in carcere a trovare i carcerati; altri vanno ad aiutare alla mensa Caritas; altri ancora vanno in ospedale a dare da mangiare dagli ammalati che nemmeno quello possono fare; e il primo sabato di ogni mese siamo presenti sulla tomba dove Teodoro riposa per recitare il S. Rosario; abbiamo promosso, inoltre ci è sembrato opportuno iniziare a testimoniare quanto a Jaddico è accaduto, andando nelle chiese di Brindisi e provincia; ci attiviamo da oltre cinque anni, alla causa di canonizzazione e beatificazione in favore di Teodoro, giacché ha avuto una fama di santità in vita, in morte, e dopo la morte.
    
 Ecco, mi fermo qui.
Ecco, se vi dovessero chiedere cosa fanno i Servi della Madonna perché io possa riferire?, ecco questo siamo noi.
E poi il 28 marzo 2025.
Il 28 marzo di ogni anno ricorrono le 24 ore con il Signore suggerite da Papa Francesco, che ormai in tutte le parti del mondo si organizzano.
In questa data, a Jaddico, l'adorazione nella piccola cappella del Santissimo, davanti all'ostia consacrata, davanti al Corpo di Cristo, è stata, per la prima volta, fatta anche di notte.
Per coprire un vuoto, con paura, ho aderito anche io.
Ho avuto paura di non essere in grado di fare questa adorazione, perchè non lho fatta mai, perchè io non so stare fermo, perché devo sempre fare qualcosa.
L'esperienza dell'adozione della notte, invece, è stata per me bellissima.
Prima di farla, nella mia testa, mi stavo organizzando e pensavo alle letture che in quell'ora avrei potuto leggere, alle preghiere che avrei potuto fare. Era la mia prima volta, non sapevo.
Poi sono andato, quando son rimasto solo ho pensato che bisognava far silenzio. Per fare questo bisognava cancellare tutti i rumori che entravano nella testa, ad iniziare dai pensieri. Ecco, mi son detto, bisogna saper ascoltare il silenzio.
E non ho fatto mille letture, non ho nemmeno pregato. Ad una certa ora, ho aperto la mia Bibbia del 1963, che poi sarebbe quella di Teodoro, e mi è capitato un salmo e su quello ho riflettuto.
Ad un tratto mi sono accorto della presenza di fra Alfredo che si era appena, per un saluto, affacciato.
Sono le sei mi ha detto.
Non ci credevo, ho guardato l'orario, mancavano due o tre minuti.
Si, ho capito che bisogna saper ascoltare il silenzio.
Il silenzio di Dio.
Perchè è nel silenzio che Lui ti parla.
Ed è qui che voglio osare, ed ora io azzardo.
Copriamo le ore della notte.
Sei persone.
Dalla mezzanotte, e questo è l'orario voluto e suggerito dalla Madonna a Teodoro, fino alle sei del mattino.
Si inizia al buio, si finisce con la luce.
Mi piacerebbe rifarlo.
Lasciatemi quello stesso orario, dalle cinque alle sei.
Ne riparliamo.

giovedì 16 gennaio 2025

YOU DON'T KNOW JESUS?

 "Non conosci Gesù Cristo?, così disse l'indiano.




    Stavano ormai morendo tutti, tutti quelli che avevano visto il muro di Jaddico illuminato da una Luce che non aveva confine, da una Luce che non aveva una origine, e non aveva fine.

Quel che era rimasto da questa storia, non fosse che per il diario di Giuseppina Cassano, moglie di Teodoro, era solo di una tradizione orale. Nemmeno i più vicini a Jaddico, ai quali queste persone si erano a loro avvicinate e avevano raccontato e apertamente confidato queste loro esperienze, che in prima persona avevano vissuto, nemmeno loro, nessuno, aveva mai scritto nulla.

    Ebbene, solo 40 anni dopo i fatti di Jaddico, badate un tempo biblico, faccio la conoscenza di una persona che si interessa di scavare in ciò che a Jaddico è accaduto. Un miracolato, uno che si professava ateo, uno che ancora non voleva assolutamente ammettere l’esistenza di Dio.

Uno di quelli che sul posto di lavoro, al momento di una ispezione fatta da alcuni ingegneri indiani, a quello col turbante, capisce che può farlo, e in inglese gli chiede di parlargli di Gesù. E quello: ”You don’t know Jesus?”. E ancora: “You don’t know Jesus?” e non finiva più di ripeterlo!

E’ proprio lui che mi raccontò questa storia, quella cioè che a Jaddico di notte scivolano ombre lente.

    Mi raccontò di quelle persone che hanno sempre detto che Dio non esiste, che la storia della Madonna è solo una favola, che queste sono cose per femminucce e per donnicciole.

Poi però arriva il momento in cui hai bisogno di aggrapparti a qualcosa, ma come fare se si è sempre detto che quelle su Dio e la Madonna sono solo fantasie?

E allora c’è Jaddico, c’è la Madonna di Jaddico che è aperta anche di notte. Ecco si può andare, si può andare di notte, quando non si è visti da nessuno, e appena entrati, benchè la chiesa è vuota, è più prudente percorrere il corridoio laterale, e con la spalla passare rasente al muro, per paura di essere visti da qualcuno, benchè in chiesa non ci sia anima viva, e poi giunti davanti al muro, davanti all’affresco della Madonna, rivolgersi a Lei, ritrovarsi in ginocchio a piangere e pregare e dirLe “anche io sono figlio tuo.”

Non mi raccontò però chi aveva fatto questa esperienza.

    L’ateo ora non era più ateo, aveva nel frattempo scritto un’altro dei suoi libri che aveva concorso alla beatificazione di Padre Pio: “Il segreto del re”.

    Lo porto nelle case dei vari testimoni della luce, i quali oltre a parlarci della luce ci dicono i particolari che hanno notato e visto.

    Le sorelle Mele vedono una stella scendere dal cielo e fermarsi sopra il muro, altri testimoni ci parlano dei rumori, del vento o meglio dell’assenza di vento e dell’assenza dei rumori, del profumo di viole, dei ceppi della vigna senza ombre. Quindi tutti vedevano la luce, ma molti di loro notavano anche particolari diversi. Ma volevo fossero loro a parlare, io lasciavo parlare loro, perché non doveva essere la mia testimonianza, perché solo così potevo dare credibilità a quanto a Jaddico era accaduto.

Tutti ci dicono che il primo a vedere la Luce era Teodoro, questo io non lo sapevo, pensavo che tutti, a partire da Teodoro, vedessero la luce contemporaneamente.

Tutti ci dicono che appena il muro si illuminava Teodoro gridava “La Luce, la Luce”, poi “la Luce si sta ritirando” cioè sta rientrando nel muro (ma questo non vuol nemmeno dire che la Luce esce dal muro), solo in questo momento gli altri, e quindi tutti, vedono la Luce.

Io non sapevo che gli altri vedevano la Luce solo quando Teodoro diceva “la Luce si sta ritirando”, quindi 40 anni dopo, capisco che a differenza degli altri io vedevo la Luce sin dall’inizio, sin dal suo nascere.

Non solo, ma tutto questo mi fa pensare che il “silenzioso” Teodoro, sapesse che gli altri sin dall’inizio non vedevano la Luce assieme a lui, forse per questo diceva “la Luce si sta ritirando”.

    Ma questo è solo un piccolo particolare, uno di quelli che fan si che la Madonna dirà a Teodoro: “non tutti possono vedere ciò che tu vedrai”.

Ora da quei fatti non ne sono passati quaranta di anni, ma sessanta, e quante domande ancora.

Tutto questo dico per invitare tutti noi a riflettere e a interrogarci su ciò che a Jaddico è accaduto. Se ci limitiamo al vecchio, diventiamo vecchi anche noi, Jaddico per noi deve essere sempre oggetto di riflessione nuova.

Lo abbiamo detto ci sono ancora tante cose che non capiamo.

    Siamo entrati in un anno nuovo, un nuovo anno che ci fa ricordare le parole di Teodoro e ci fa riflettere:

- “Che strano sogno”, dice Teodoro.

Teodoro, come Maria durante l’annunciazione, è sconcertato ma non rifiuta il nuovo.

Il sogno, questo sogno, come Teodoro dice, è strano, perché la verità che nasconde è troppo grande per lui.

Ma lui decide di affrontare il nuovo.

Ecco ora ci troviamo in un anno nuovo, quindi nuovi propositi, nuove idee, nuovi impegni.

Il nuovo non ci deve fare paura.

Teodoro non ha avuto paura del nuovo, ha voluto affrontare le novità, se non lo avesse fatto sarebbe rimasto con un piede nel passato.

Facciamo come Maria, serbiamo nel nostro cuore tutte queste cose, poi capiremo, fosse anche il nostro ultimo giorno.

    Dimmi quello che vuoi e mi farò servo tuo per accontentarti,” disse Teodoro alla Madonna.

Io ragazzino di nemmeno undici anni quando in casa sentii queste parole, non mi piacquero, ma proprio per niente.

“Servo tuo”, ma cosa dice, che brutte parole, pensai.

E invece solo dopo tanti, ma tanti anni, rifletto e capisco che Teodoro dice parole bellissime, perchè ripete le stesse parole che la Madonna ha detto all’Angelo nel momento dell’annunciazione:

Sono la Serva del Signore, si compia in me secondo la sua parola”.

- La Madonna si fa serva di Dio.

Teodoro si fa servo della Madonna.

- La Madonna vuole fare la volontà di Dio.

Teodoro vuole fare la volontà della Madonna.

Come è stato possibile tutto questo?, come è possibile che Teodoro abbia pronunciato queste parole giacché non ha mai aperto la Bibbia?

Ebbene la grazia del Signore, attraverso la Madonna era scesa su di lui. Questo è il mio pensiero.

    Ora ci siamo detti che tante cose non le capiamo, poi il tempo ci aiuta a trovare la spiegazione e ci dice che spesso tutto ciò che accade ha un senso.

La racconto così come l’ho letta. Lo faccio, ma in maniera molto breve e senza fronzoli, come quei sacerdoti che durante l’omelia ci raccontano una storia:

    

"Re e primo ministro vanno a caccia, il re spara e si ferisce un dito.

Il primo ministro glielo fascia e gli dice: “Maestà non sappiamo ciò che è bene o è male per noi.”

Indignato per queste parole il re butta il primo ministro in un pozzo.

Durante la battuta di caccia il re viene accerchiato dai selvaggi che lo portano nel loro villaggio per immolarlo al loro Dio.

Lo stregone vede il dito fasciato e dice che non è degno per essere immolato a causa di quel dito e lo liberano.

Il re pentito va dal primo ministro e lo fa uscire dal pozzo e con lui si scusa. Quest’ultimo invece lo ringrazia dicendo che se non lo avesse buttato nel pozzo sarebbe stato immolato lui stesso."

























martedì 14 gennaio 2025

GIUBILEO DELLA SPERANZA

LA SPERANZA NON DELUDE MAI


Brindisi, 1 gennaio 2025


    Passano 25 anni e finalmente si apre un nuovo anno santo.
Si apre così la Porta Santa. Le mani del Papa, che rimane seduto sulla sua carrozzella, la spingono, un aiuto non manca, e la Porta si apre.

Siamo nel nuovo anno, un anno giubilare, il Papa ci consegna una lettera, una lunga lettera dove ci parla della speranza, una speranza che non delude mai. Una speranza di amore e di perdono.

E allora la speranza, la speranza di rimanere sempre con gli occhi aperti per entrare nel mistero di Dio e per noi in quello di Jaddico.

    Io sapevo tutto, che bisogno avevo di fare domande su ciò che a Jaddico era accaduto. Alle illuminazioni del muro c’ero stato, respiravo l’aria di incenso che era diffusa in casa nostra, i commenti di mia madre li conoscevo tutti, cosa mi sfuggiva? Non avevo nulla da chiedere e invece ora quante domande!

    Secondo la concezione dell’epoca, Dio si trovava nell’alto del cieli ed era circondato da sette angeli, chiamati gli angeli del servizio, i quali lo lodavano e lo glorificavano, ma adesso chi è che glorifica Dio?, non più i superangeli, ma i pastori impuri e peccatori, i quali si allontanano da Gesù dopo averlo contemplato nella mangiatoia.

    Proprio lui doveva vedere la Madonna?, se mi avessero detto che aveva visto il diavolo ci avrei creduto. Tutto questo tanti anni fa, in quei primi anni, han detto di Teodoro che in questo momento, per noi, indossa i panni dei pastori.

La Madonna si rivolge ad un peccatore, forse Teodoro non disdegnava dal poggiare lo sguardo su una bella ragazza.

Per certo invece non potevi fargli un torto perché te lo ricambiava.

    Il giorno di pasquetta, quando ero ancora alto un metro, io ero seduto sul serbatoio della ISO-moto di Gino Piscopiello, mio cognato, quello della luce senza ombre. Un carabiniere ci ferma e ci fa la contravvenzione. Non servirono a nulla tutte le parole che pronunciò Teodoro che ci seguiva con la sua Vespa 125 color panna. Il carabiniere quella multa la fece.

Ebbene come va servita la vendetta?, non certamente con la foga e la rabbia, ma con calma e il tempo.

E così fu, Teodoro era diventato l’ombra di quel carabiniere e con calma e al momento giusto trovò il pretesto di restituirgli la cortesia.

Ma continuiamo a parlare del vecchio Teodoro.

    Noi di casa sapevamo che Teodoro da ragazzo aveva tirato di box, fece dei buoni incontri, con buoni risultati, ma dopo aver fatto un incontro e averle prese di santa ragione, decise che la box non era per lui.

Decisi così di andare a casa di Rino Giudice, il quale aveva tirato di box, aveva combattuto anche in Inghilterra. Aveva buona memoria, una memoria vivace, mi parlava dei ganci e dei montanti dati e subiti, ma io volevo sentire i ricordi che lui aveva su Teodoro.

E così ci parlò di ciò che era accaduto intorno al 1942, ci parlò della voce che circolava su Teodoro, testimonianza unica e sola, che purtroppo non ci è stata confermata da altri. Una testimonianza che riporto solo per la fiducia che ripongo in questa persona.

All’interno di un forno, Teodoro è presente, c’è un soldato tedesco, il quale si rivela arrogante e scostumato nei riguardi dei presenti. Quando la situazione degenera Teodoro non ne può più e gli tira uno schiaffo.

Perchè, chiedo a Rino, uno schiaffo e non un pugno, visto che Teodoro sapeva muoversi sul ring.

Quel tedesco, disse Rino, non valeva niente, la sconfitta con un pugno per lui sarebbe stato troppo onorevole, troppo da uomini. Meritava solo uno schiaffo.

Questo è Teodoro, questa è la persona che la Madonna ha scelto per portare avanti il suo progetto.

Teodoro, come i pastori, un peccatore, ma come i pastori è semplice, umile ed è senza complicazioni. E’ schietto, ha un’unica parola.

    Ed ora lo abbiamo detto si è chiuso un anno e se ne è aperto un altro.

Il nuovo, le novità, fanno sempre un po' di paura.

Se vogliamo goderci i botti di capodanno, allora rimaniamo a casa, se invece accettiamo il nuovo allora, questo vale per il 31 dicembre 1962, è il caso di andare a Jaddico.

Questo è quello che fece Antonio Consales.

Antonio Consales non avrebbe mai pensato di venire a Jaddico a pregare con quelle persone. Era l'ultima cosa che avrebbe voluto fare; ma siccome l'invito gli arriva dai suoi due fratelli che stima moltissimo, lui aderisce e va a Jaddico a pregare con loro.

Quel giorno è il 31 dicembre 1962 e la chiesa è già avanti nella costruzione.

             

1963. La chiesa è in costruzione. A breve il completamento della copertura della chiesa. I tufi che si vedono a sinistra ci portano indietro al momento delle fondamenta. Nessuna offerta era stata mai chiesta e questo lasciava intravedere la serietà e la buona fede dei "Servi della Madonna", per cui un fedele prese l'iniziativa di far arrivare a Jaddico un camion e rimorchio pieno di tufi.  

Teodoro aveva però promesso alla Madonna che lui personalmente si sarebbe impegnato alla costruzione della chiesa, almeno fino al completamento del rustico, per cui pur ringraziando quel fedele rispedì indietro il carico.


 La preghiera si protrae sino a mezzanotte e oltre. Si sentono i botti con i quali si festeggia l'anno nuovo.

Dopo mezzanotte la Madonna si rivela con la sua Luce e Antonio Consales, all'una e mezza di notte, dopo aver fato l’esperienza del divino, finalmente rientra a casa.

Quelli di casa sono in piedi, non prendono pace, lo stanno aspettando, sono preoccupati, perché a quell'ora non era ancora rientrato.

Queste le parole che ci riferisce Aida, la figlia di Antonio: "Il suo viso, il suo volto sprizzava felicità.

Poche ore prima, alla fine del Rosario, ha visto il muro illuminarsi. Ha visto la Luce.

Non era più lui. In casa lo conoscono come una colonna, come una persona forte alla quale appoggiarsi, invece ora rivela tutta la sua fragilità. E’ incredibile il modo con cui si coglie la sua immensa felicità.

In quel momento Antonio ha descritto il fenomeno e, mentre lo fa, piange come un bambino.

Una Luce che non ha né una origine, né una fine, una Luce che avvolge il muro. Della Luce non si vedono i confini.

Questo raccontò, era una Luce diafana, incredibilmente trasparente, di smisurata intensità.

Antonio Consales è la persona che per Jaddico aveva avuto i contatti con il Generale Camicia, il quale era proprietario di un triangolo di terreno che si affacciava sul piazzale di Jaddico.

Antonio lo chiamava mattina, mezzogiorno e sera.

E ancora mattina mezzogiorno e sera, e gli chiedeva la vendita di quel pezzo di terra, ma la risposta era no. Un no secco, un no deciso.

Finchè un giorno a casa di Consales arrivò una telefonata, era il generale Camicia, che dopo aver chiesto di Antonio, parlando con lui, con tono fermo e deciso, gli disse: “Io il terreno non ve lo vendo, ve lo regalo!”







domenica 8 dicembre 2024

JADDICO - Festa dell'Immacolata Concezione pellegrinaggio notturno automobilistico

8 dicembre 2024  Pellegrinaggio notturno automobilistico lungo le strade di Brindisi



Come ogni anno, un lungo corteo di auto in processione per le strade di Brindisi, con partenza da piazza Duomo per arrivare al s
Santuario di S. Maria Madre della Chiesa - Jaddico.

Di seguito alcune foto e video dell'evento: prima con i preparativi, a seguire foto del pellegrinaggio, la Santa Messa, la benedizione dei pellegrini e delle auto.

Buona Festa dell'immacolata a tutti, Dio Padre ci benedica insieme con la Mamma Celeste🙏🙏🙏. 

 
 
Articolo del 7 dic. 2024 - Quotidiano di Brindisi 
 



Nell'auto tutto ciò che serve da usare per dare corso al pellegrinaggio notturno.

Si intravede la corona che verrà sistemata sul monogramma di legno "A:M:" e tutto quanto altro è necessario: altoparlanti, amplificazione voce ecc.


 

Anche la statua della Madonna è pronta per essere montata di notte sul tetto dell'auto capofila all'arrivo in piazza Duomo. Naturalmente seguiamo rigorosamente le norme stradali, per cui: cintura di sicurezza. 




Grandi fatiche sono state consumate per la sistemazione della macchina. 
Una pausa per recuperare le forze.

 


Ancora buio. Ore 5.00
All'arrivo a piazza Duomo in Brindisi, in attesa della partenza.
Sullo sfondo i sacerdoti che impartiranno la benedizione ai pellegrini  presenti.






 

Sul lungomare Regina Margherita.




 


Ci troviamo al rione S. Chiara.


Ormai vicini al Santuario, all'altezza dello svincolo, le auto lasciano la superstrada.

 

Siamo giunti al Santuario e si entra nel piazzale che accoglierà le auto.



 

Un momento della celebrazione della S. Messa.

Finita la S. Messa il Vescovo S. E. Giovanni Intini, dopo aver benedetto i pellegrini presenti benedice le auto.


A ricordo della giornata una foto con il nostro Vescovo.

mercoledì 20 novembre 2024

53° PELLEGRINAGGIO NOTTURNO AUTOMOBILISTICO NOTTURNO

Domenica 8 Dicembre 2024 - Pellegrinaggio al Santuario di S. Maria Madre della Chiesa - Jaddico

 


Il pellegrinaggio notturno automobilistico è una idea, una intuizione del Prof. Alberto DelSordo.

    Alberto, tanto tempo fa, mi confidò che aveva paura della riuscita del primo pellegrinaggio, avvenuto nel 1970, fu grande la sorpresa quando lungo la superstrada notò un lungo, lunghissimo serpente di luci creato dalle automobili che erano partite dal Duomo per raggiungere il Santuario in contrada di Jaddico - Brindisi.

    Nella locandina si legge che "Attendiamo la solennità dell'Immacolata con una veglia di Preghiera dalla mezzanotte fino all'alba", per cui non ci sarà il consueto rosario del sabato notte che ogni settimana viene recitato dalle 23.00 alle 24.00.=

    Alle ore 6.30 la S. Messa verrà celebrata dal nostro Arcivescovo S. E. Mons. Giovanni Intini, alla fine della quale, all'esterno del Santuario, seguirà la consueta benedizione dei pellegrini presenti e delle loro auto.






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