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mercoledì 24 aprile 2024

Accadde il 25 aprile 1963

Dal diario di Giuseppina Cassano, moglie di Teodoro D'amici

- Giorno 25 Aprile 1963

""     Come tutte le sere immancabilmente Teodoro con noi suoi familiari ed altri fedeli, anche quella sera ci recammo alla Madonna, in campagna, per recitare il S. Rosario. 

    Alla fine della preghiera come al solito ci spostammo sulla strada asfaltata per recitare le 15 Ave Maria. Erano le ore 23,00. 
    Ad un tratto Teodoro cominciò ad essere impaziente, cioè fuori di sé, ebbe sintomi di evidente malessere. 
    Questo succedeva ogni qualvolta che stava per avverarsi qualcosa. Infatti egli vide subito illuminarsi la chiesa. 
    In quel mentre si sentì spingere da una mano invisibile, che appoggiata sulla sua schiena lo spingeva automaticamente verso il muro della Madonna, egli vi arrivò in un lampo, senza poggiare piede alcuno su una striscia di terreno, il quale era fortemente accidentato ed impraticabile. 
    C'erano pozzanghere, cumuli di rifiuti, terreno scosceso, disseminato di alberi abbattuti in precedenza allo scopo di pianificare il terreno. 
    Eravamo circa sessanta persone, rimanemmo tutti meravigliati del miracolo quasi da non poter credere a ciò che avevamo visto i nostri occhi. 
    Dopo circa cinque minuti visto che Teodoro non tornava siamo andati a raggiungerlo, per fare ciò, fummo costretti a fare un percorso differente da quello che aveva fatto Teodoro. 
Appena arrivati vedemmo Teodoro inginocchiato davanti al quadro della Madonna che la invocava piangendo. Uno di noi volle aiutarlo ad alzarsi, ma lui restando sempre inginocchio disse: "Appena sono arrivato qui ho visto al mio fianco, presso l’inginocchiatoio un vecchietto con la barba bianca che mi attendeva. Nell’inginocchiarmi aveva appoggiato il suo braccio al mio sin da toccarmi."
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Invito al Santuario Maria Madre della Chiesa Jaddico Brindisi

Appuntamenti Aprile 2024

Questa sera (25 aprile 2024) ricorre la data in cui a Jaddico si illumina in maniera prodigiosa il muro, ma si verifica anche uno di quelli che sono stati chiamati i "voli" di Teodoro. Durante la messa delle 18.30, all'inizio della messa, verrà fatta lettura della testimonianza appena inviata. (fonte: da WhatsApp del 24 aprile 2024 Servi della Madonna)  

martedì 23 gennaio 2024

23 gennaio 2963 dal diario di Giuseppina Cassano

Dal diario di Giuseppina 23 gennaio 1963
Dal diario di Giuseppina, moglie di Teodoro D'Amici. 

Giorno 23 gennaio 1963
Teodoro sogna di essere l’organizzatore di una grande festa che si teneva in una vasta sala. Molti erano gli invitati che accorrevano, e molti di essi giungevano senza alcun invito. Teodoro cominciava perciò a preoccuparsi temendo di non poter accogliere tutti. La sala infatti cominciava a gremirsi di gente tanto da non poterla più contenere agevolmente. In quel mentre al centro della sala, si fece notare una signora che parlando dolcemente a Teodoro disse: "Come mai non hai saputo regolarti nel prendere questo locale? Molta gente è ancora fuori che attende di entrare e molte altre persone verranno ancora anche dall’estero, come faranno ad entrare?"
Il giorno dopo, al mattino, Teodoro raccontò ai suoi familiari e ai suoi più vicini amici di Jaddico, il sogno che aveva fatto, poiché non riusciva lui stesso a dare una giusta interpretazione del sogno. Quella stessa mattina Teodoro si recò con alcuni suoi amici alla Curia Arcivescovile per dire loro che le fondamenta dell’erigenda Chiesa erano state ultimate e che presto avrebbero iniziato con la costruzione delle pareti perimetrali. Nell’osservare il progetto che Teodoro aveva presentato, la Curia ebbe da ridire sulla posizione del quadro della Madonna rispetto alle fondamenta, in quanto un domani a costruzione ultimata della Chiesa, detto quadro non sarebbe risultato al centro di essa. Mortificato per la grande spesa già sostenuta Teodoro decise nuovamente di rifare le fondamenta annullando le precedenti. Con le nuove fondamenti il quadro della Madonna fu posto a centro di esse ed inoltre così facendo la chiesa venne ad essere più spaziosa.
❤️🙏❤️❤️
Considero profetico questo sogno
Voglio sperare che in futuro la chiesa di Jaddico si riveli piccola, tanto da non poter contenere tutti i fedeli e pellegrini.
Mi aspetto grandi cose dall'acqua di Jaddico. "Verranno anche dall'estero."
Non è detto, è sicuramente sarà così, che noi vedremo tutto questo, io per primo.
Gli stessi Servi fondatori tanto non hanno potuto vedere. Il primo di loro, Mario Consales, che per me è la persona di riferimento assieme ad Alberto Del Sordo e naturalmente Teodoro, non ha visto nemmeno il convento che ospita i Padri Carmelitani.
All'epoca non era prevista nemmeno la casa di spiritualità della quale si iniziò a parlare solo nel 2000, anno "giubilare".
Quanto gli antichi Servi non hanno visto!
Quanto noi non vedremo!
"Non sai che verranno anche dall'estero?"
Si sono visti i primi arrivi, ma è solo un seme.
E le fondamenta.
Alberto Del Sordo fece notare a Teodoro che le fondamenta erano state scavate in maniera sbagliata.
Teodoro si arrabbio'.
Una iniziale previsione prevedeva la costruzione di una cappella, (cercherò di trovare una foto di questa primissima idea), invece ora si scava per costruire una chiesa, invece ora viene fuori che le fondamenta sono sbagliate, per cui gli scavi delle fondamenta di sinistra per chi entra in chiesa vengono chiuse e le fondamenta di sinistra vengono fatte ancora più a sinistra. Solo così l'affresco della Madonna con il Bambino viene al centro della chiesa.
Per tutto questo Teodoro va in Curia e li gli confermano che l'oggetto di culto, cioè che la Madonna, va posta al centro.
La spesa aumenta. Tutto aumenta.
Ora la chiesa diventa più larga, la profondità rimane la stessa.
E nonostante tutto "non sai che verranno anche dall'estero?".
(Invierò un breve articolo con il disegno della fondamenta che molti anni fa uscì si "Senza colonne".

domenica 20 agosto 2023

20 AGOSTO 1962 - ILLUMINAZIONE DEL MURO DI JADDICO

“Madonna mia, sei stata contenta? Vuoi altri fiori e candele (ceri), a mezzanotte? Per il giorno 20? te li porterò Madonna mia”


da Tonino (figlio di Teodoro D'Amici)

ILLUMINAZIONE DEL MURO DI JADDICO – 20 AGOSTO 1962

Teodoro continuerà a sognare la Madonna che lo invita ad andare a trovarla a Jaddico, ma procediamo con ordine.

Alla vigilia dell’Assunta, al ritorno da Jaddico, ormai è tardi, Teodoro va a letto. Sono circa le due del mattino e sogna: “Madonna mia, sei stata contenta? Vuoi altri fiori e candele (ceri), a mezzanotte? Per il giorno 20? te li porterò Madonna mia”.

Giunto giorno 20 Teodoro chiede ancora una volta ad Elvio Martinelli di accompagnarlo a Jaddico. L’amico che abita al primo piano della palazzina dove vive Teodoro, un tecnico/disegnatore della Montedison che era stato compare di Comunione e Cresima del figlio, cioè di Tonino.

Ma Elvio declina l’invito e ha un ottimo alibi: i suoceri che vivono a Bari sono venuti in visita a Brindisi e dormono nella sua casa costringendo lui e la moglie Maria Moretti a dormire nella casa di Tina, figlia di Teodoro.

Elvio ora sa che accettare l’invito di Teodoro vuol dire lasciare la città ed entrare in un tratturo di campagna e raggiungere il luogo dove c’è il muro con l’icona della Madonna, a quell’ora di notte, circondato da un canneto e da così tanta vegetazione da inghiottire la macchina di Teodoro rendendolo vulnerabile nel caso ci fosse stato qualche male intenzionato. E poi in quel posto i brividi attraversano la schiena. Tutto si mescola: il gracidare delle rane, l’abbaiare lontano dei cani, il frinire dei grilli, il vento che muove le foglie che a loro volta non rimangono silenziose, il rumore delle macchine che attraversano la vicina litoranea e poi scompaiono. E non era certo un segreto che la zona fosse infestata da “scursuni”. E’ più prudente declinare l’invito pensa il Martinelli.

I suoceri di Martinelli dormiranno in casa dello stesso Martinelli, al primo piano, invece Martinelli e la moglie Moretti Maria dormiranno al piano terra dove insistono due appartamenti, quello di Teodoro e quello della figlia Tina, che è ammobiliato, non abitato, perché Tina vive a Taranto dove il marito lavora. I due appartamenti sono comunicanti tra di loro attraverso il cortile.

E’ estate, siamo in agosto, fa caldo, le porte dei due appartamenti dal lato del cortile rimangono aperte.

Dal diario di Giuseppina :

⚡⚡“ Teodoro giorno 20 invitava nuovamente il signor Martinelli a recarsi sul luogo. Martinelli si rifiutava, trovando delle scuse. Io intervenni e mi prestai di accompagnarlo. Facemmo tutta la strada in silenzio, e giunti sul posto, Teodoro scese per deporre i fiori e candele. Io rimasi nella macchina, improvvisamente vedemmo tutto il luogo illuminarsi di una luce indescrivibile con riflessi su tutta la campagna. Abbagliato dalla luce divina Teodoro si inginocchiò e piangendo disse: “Madonna mia dimmi cosa vuoi da me? tutto ciò che vuoi, mi farò servo tuo per accontentarti.” Questa luce durò circa 7 - 8 minuti, poi scomparve. Teodoro ritornava verso la macchina tutto affannato, sudato, quasi non poteva mantenersi in piedi e per 15 minuti rimase nello stesso stato.”

Appena Teodoro sta un po’ meglio, appena si sente in grado di guidare la macchina i due rientrano in città.

Entrati in casa, Giuseppina in fretta percorre per intero il proprio appartamento, attraversa il cortile ed entra in casa di Tina, dove Elvio e Maria beati dormono. Prende per i piedi Elvio, sveglia entrambi, ed inizia a raccontare.

Non si dorme più. E’ troppo grande quel che è successo, è una cosa che abbraccia il soprannaturale, quanto accaduto viene raccontato per tutta la notte.  “ ⚡⚡

lunedì 14 agosto 2023

Jaddico 14 agosto 1962 a Mezzanotte: l'inizio di una storia, le più belle parole del mondo.

 Portami ceri e fiori! a che ora? A mezzanotte!





È l’inizio di una storia. Una bella storia...... La più bella storia d'AMORE!

Nemmeno lui, nemmeno Teodoro poteva immaginare.

Nelle notti dell’11 - 12 e 13 sempre lo stesso sogno. Lo conosciamo già: “Portami ceri e fiori.
A che ora?
A mezzanotte
.”

Il 14 agosto 1962 Teodoro ed Elvio (Elviro) Martinelli vanno a Jaddico.

Li una preghiera, i fiori e un fiammifero per accendere i ceri.

Secondo me, un po’ di paura e tanta paura, rispettivamente da parte di Teodoro è di Elvio. Infatti la tanta di Elvio gli farà dire di no a Teodoro per il 20 di agosto.

Le cose dovevano andare così, la storia doveva iniziare, naturalmente con Teodoro e al suo fianco Giuseppina.

Una bella storia, una storia in cui la Madonna si ferma a Brindisi, ma c’è anche la presenza di Dio, come ci dicono alcuni testimoni quando vedono lingue di fuoco scendere sul muro. È Dio che si manifesta attraverso lo Spirito Santo.

Quante cose nasconde Jaddico. Quanto c’è ancora da scoprire.

Dal diario di Giuseppina

"Teodoro vide al suo sogno la Madonna che lo invitava per la mezzanotte a recarsi sul posto (a Jaddico), portando fiori e candele.

La mattina quando si svegliò non fece caso a ciò che aveva sognato, e ciò si ripeté per altre 2 volte. Il terzo giorno, disse fra sé che strano il ripetersi dello stesso sogno, per tre notti, così l'11 agosto 1962 decise di andare a quel luogo. Anziché recarsi a mezzanotte, andò verso le ore 22,30, ed invitò con lui il sig. Martinelli. Quando mi sono accorta che andava via da casa, mi sono avvicinata a lui ed ho visto nella sua macchina un mazzo di fiori, non sapendo dove andava pensai che quei fiori erano destinati tutt’altro che alla Madonna. Rientrando a casa vidi sul calendario che ricorreva la festa di Maria Assunta.

Quando mio marito ritornò feci delle domande: “Dove hai portato quei fiori?”, lui non volle rispondermi, così nacque una lite. Andammo a letto, non riuscii a dormire, verso le ore 2 sentii Teodoro D'Amici i sogni, ma prima dei suoi i sogni di San Giuseppeoro parlare nel sonno, dicendo: “Madonna mia, sei stata contenta?, vuoi altri fiori e candele?, a mezzanotte? per il giorno 20?, te li porterò Madonna mia.

Fu così che capii tutto.

Poiché Teodoro non aveva voluto spiegarmi dove portava i fiori, tenni il segreto anch’io per tutto ciò che avevo sentito nel suo sogno.
"

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Per approfondire (sinteticamente) la conoscenza di questa meravigliosa Storia, si pubblica un articolo dalla fonte:

©Anna Raisa Favale Anna Raisa Favale - pubblicato il 06/09/21

La Madonna di Jaddico, la Mamma che ci aspetta in strada (aleteia.org)

La Madonna di Jaddico, la Mamma che ci aspetta in strada

MADONNA DI JADDICO

Un santuario in provincia di Brindisi per i più poco noto, ma amatissimo e ricco di segni, guarigioni e conversioni; è dedicato a Maria Madre della Chiesa.

L’aeroporto di Brindisi è per me un luogo estremamente familiare.

Tra partenze e ritorni, appena atterro ne riconosco il profumo delle campagne attorno, l’aria dolce delle palme insieme al mare, e quello della terra rossa bagnata dalla pioggia, se ha da poco piovuto.

È a un’ora di macchina dal mio paese, ed è anche l’ultimo luogo che saluto, prima di andare, e il primo che reincontro – magari di ritorno da un lungo viaggio – ritornando a casa.

Un luogo in cui Maria è apparsa negli anni ’60

Ma che appena fuori da quelle piste ormai così battute e da quel blu intenso che sempre con tristezza saluto quando mi alzo in volo, ci fosse un luogo dove la Madonna stessa é apparsa nel Novecento, questo mi era completamente sconosciuto.

L’ho scoperto pochi mesi fa, cercando un luogo dove ci fosse Adorazione perpetua.

Sí, perché a “Jaddico” – così si chiama la contrada da cui il Santuario prende il nome – si fa anche adorazione perpetua, di giorno e di notte, senza sosta. E non c’è da stupirsi, perché é Maria la padrona di casa.

Madre della Chiesa

Dedicato a Lei come “Maria Madre della Chiesa”, primo Santuario al mondo ad esserle dedicato con questo titolo dal 1965, Jaddico è casa: una casa semplice, umile, poco chiassosa, che non fa rumore, in perfetto stile con Maria – e soprattutto, una casa sul ciglio della strada.

Quasi sul ciglio della strada

Costruito appena sotto a quella che sarebbe diventata la super strada, su una parallela minore eppure visibile da sopra, si trova la Chiesa, con all’esterno una fonte d’acqua.

Entro nel Santuario ignara della storia. L’altare è posto in fondo a quello che sembra un piccolo anfiteatro. La prima cosa che ti guarda, prima ancora che sia tu, a guardarla, è un dipinto della Madonna col bambino, sul resto di quello che sembra un muro rupestre, poi recuperato.

È magnetico, fortissimo.


Il veggente, un vigile urbano

Vengo a scoprire, infatti, che tutta la sua storia ruota intorno a quel dipinto.

Nella notte tra l’11 e il 12 Agosto 1962, un vigile urbano di Brindisi, Teodoro D’Amici, fa un sogno: sente una voce femminile dolcissima che lo invita a raggiungere un luogo, in campagna, dove c’è un muro fatiscente ma sul quale è ancora visibile un affresco della Madonna col bambino. La voce gli dice: “Portami ceri e fiori”. “A che ora?” – risponde lui – “A mezzanotte”.

La notte tra il 14 e il 15 Agosto, giorno dell’Assunta, Teodoro si reca nel luogo indicato.

I sogni e i fenomeni di luce

I sogni continuano e il devoto vigile torna al rudere, insieme alla moglie, la notte del 20 Agosto. Qui, mentre pone i fiori nel vaso, il rudere si illumina di una luce intensa che rende brillante l’affresco. Teodoro cade in ginocchio e pronuncia queste parole: “Dimmi quello che vuoi Madonna mia, e mi farò servo tuo, per accontentarti”.

Lo strano fenomeno si ripete ancora la notte del 27 agosto e del 31. In queste notti non si illumina solo il dipinto ma l’intera campagna circostante. Nel frattempo la voce si è sparsa e molte persone assistono al fenomeno della luce.

Un santuario per la Madonna

Il 6 settembre Teodoro sogna di andare a trovare la Madonna, che sembra aspettarlo in una piccola strada di spine. Gli dice: “Figlio mio, ho tanto freddo, coprimi”. Teodoro intuisce in quelle parole la volontà di costruirle intorno una casa, un Santuario.

La notte del 7 Settembre, è la notte che sancisce l’avvenimento più importante: mentre Teodoro è in preghiera con altri familiari ed amici, sente come dei rumori provenire dalle spalle del muro affrescato. Fa il giro, finalmente la Madonna gli appare, in piena coscienza, in carne ed ossa. L’intensità dell’incontro é così forte che Teodoro quasi sviene.

L’acqua sorgiva e miracolosa

Il 17 Ottobre fa un altro sogno: vede degli operai che stanno gettando le fondamenta della Chiesa ma del cemento gli va nell’occhio, che inizia a bruciare. Allora la Madonna gli dice: “Va da quella parte dove c’è l’acqua mia, lavati, e tutto passerà”. Questo sogno viene confermato il 5 Novembre, dopo che il muro si illumina di nuovo per una durata di circa 5 minuti; mentre Teodoro è in ginocchio, sente la Madonna pronunciare queste parole: “Ciò che tu vedi gli altri non potranno vedere. Cerca l’acqua mia e la troverai”. Il 21 Novembre, dopo giorni di ricerca, vengono alla luce quattro polle d’acqua, è acqua sorgiva.

Da quel giorno, senza sosta, i fedeli portano malati a quell’acqua e diverse sono state le guarigioni e i miracoli.

Utilizzando tutti i suoi risparmi, contraendo debiti e chiedendo donazioni che generose arrivano dalla gente, Teodoro fa sí che i lavori continuino senza sosta. Il 27 Maggio 1963 è la data dell’ultimo appuntamento visibile con la Madonna, l’ultima illuminazione.

“Ecco la Madonna!”

Sono presenti più di 70 persone. Nel silenzio e nella preghiera si alza un grido: “Ecco la Madonna!” Ad averla vista stavolta però non era stato Teodoro, ma una ragazza sordomuta, che piangendo indica il quadro.

A custodire il Santuario giorno e notte sono i Padri Carmelitani scalzi.

Luogo di pellegrinaggio per i pellegrini che ci vanno o per quelli che passando si trovano per provvidenza ad incontrarlo, Jaddico é uno di quei luoghi di pellegrinaggio “minori”, sicuramente meno conosciuti dei grandi Fatima o Lourdes, e dove eppure la Madonna è apparsa allo stesso modo.

Una Madonna quotidiana, tra la vita di famiglia e la comunità, tra i nostri viaggi, il nostro andare e tornare, le nostre relazioni, il nostro lavoro.

Una Madonna feriale e quotidiana, sempre dentro alle nostre vite

La Madonna scelse di apparire ad un vigile urbano. Non a dei bambini, non a dei consacrati. Ma ad un uomo che nella semplicità della sua vita provava a vivere da cristiano vero.

La Madonna di Jaddico è la Madonna della porta accanto, della contrada sconosciuta, della campagna che circonda i nostri paesi, della strada. Una presenza che ci ricorda che la vicinanza con Suo figlio può essere costante e totale anche dal piccolo delle nostre vite normali, tra un turno di lavoro e un altro, tra le discussioni, nelle incomprensioni con chi amiamo. Lei è lì, insieme a Suo figlio sempre esposto, ad aspettarci instancabile, giorno e notte, come solo Lei sa fare, per accoglierci tra le sue braccia e riportarci alla fonte della vita, sempre.

Una madre che non si dà mai pace per i propri figli, che non dorme la notte per vederli arrivare sani e salvi a casa, che non ha paura di sostare in strade non battute e nelle campagne buie, perché la Sua luce illumina ogni cosa intorno.

La Madonna della strada, per nulla protetta da mura imponenti o foreste invalicabili, ma facilmente visibile da una strada ad alto scorrimento, in macchina, magari di ritorno dalle vacanze con le valigie ancora dentro.

Una Madonna che si spoglia, che si dà senza protezione, senza difficoltà, una Madonna così facile da trovare che squarcia la coltre della nostra incredulità e ci chiede con forza: “Ma tu ci credi, che io sono qui, con te, nella tua vita, nella sua semplicità, tra le tue cose quotidiane, sulla strada della tua vita?” E che ci chiama alla santità.

Jaddico è stato in questi anni e continua ad essere luogo di piccoli e grandi miracoli, fisici e spirituali. Di conversione e di preghiera.


martedì 25 aprile 2023

Accadde oggi ....... 25 aprile 1963

Dal diario di Giuseppina, moglie di Teodoro.




- Giorno 25 Aprile 1963

Come tutte le sere immancabilmente Teodoro con noi suoi familiari ed altri fedeli, anche quella sera ci recammo alla Madonna, in campagna, per recitare il S. Rosario. Alla fine della preghiera come al solito ci spostammo sulla strada asfaltata per recitare le 15 Ave Maria. 

Erano le ore 23,00. Ad un tratto Teodoro cominciò ad essere impaziente, cioè fuori di sé, ebbe sintomi di evidente malessere. 

Questo succedeva ogni qualvolta che stava per avverarsi qualcosa. Infatti egli vide subito illuminarsi la chiesa. 

In quel mentre si sentì spingere da una mano invisibile, che appoggiata sulla sua schiena lo spingeva automaticamente verso il muro della Madonna, egli vi arrivò in un lampo, senza poggiare piede alcuno su una striscia di terreno, il quale era fortemente accidentato ed impraticabile.

C'erano pozzanghere, cumuli di rifiuti, terreno scosceso, disseminato di alberi abbattuti in precedenza allo scopo di pianificare il terreno.

Eravamo circa sessanta persone, rimanemmo tutti meravigliati del miracolo quasi da non poter credere a ciò che avevamo visto i nostri occhi. 

Dopo circa cinque minuti visto che Teodoro non tornava siamo andati a raggiungerlo, per fare ciò, fummo costretti a fare un percorso differente da quello che aveva fatto Teodoro. 

Appena arrivati vedemmo Teodoro inginocchiato davanti al quadro della Madonna che la invocava piangendo.

Uno di noi volle aiutarlo ad alzarsi, ma lui restando sempre inginocchio disse: "Appena sono arrivato qui ho visto al mio fianco, presso l’inginocchiatoio un vecchietto con la barba bianca che mi attendeva. Nell’inginocchiarmi aveva appoggiato il suo braccio al mio sin da toccarmi."

martedì 21 febbraio 2023

Video storico intervista a Giuseppina Cassano, moglie di Teodoro D'Amici

TRCB report TV - Intervista a Giuseppina moglie di Teodoro D'Amici


In questo video storico, la Tv TRCB (Tele Radio Città Bianca) intervista la moglie di Teodoro D'Amici. Stupenda intervista sulle apparizione della Vergine Maria in contrada Jaddico Brindisi a Teodoro




sabato 31 dicembre 2022

Ciao Papa Benedetto XVI - Grazie dei tuoi insegnamenti - e .... dal diario di Giuseppina del 31 dicembre 1962

Ciao Papa Benedetto XVI è ritornato alla casa del Padre


Un grande Papa, un grande teologo, un grande testimone della Fede. Preghiamo per Lui.

Un grande uomo di Dio è ritornato alla casa del Padre, come da tempo ormai desiderava! Preghiamo per Papa Benedetto XVI con cuore grato per tutto ciò che ci ha insegnato con la sua mitezza, umiltà, saggezza e profondità di pensiero!
In Paradiso ti accolgano gli angeli e i santi,
ti accolgano nella pace di Dio.

Ti accolgano gli angeli
e ti portino al trono di Dio,
tu possa sentire
la sua voce di padre benigno.

Ti accolgano i martiri,
e con questi fratelli più forti
tu possa aver parte
alla gloria che Cristo ci ha dato.

Ti accolgano i poveri,
e con Lazzaro, povero in terra,
tu possa godere
tutti i beni eterni del cielo.

Ti accolga la Vergine,
dolce madre di Cristo qui in terra;
tu possa abitare
con la dolce tua madre del cielo.

Ti accolga il Signore,
Gesù Cristo, il tuo Salvatore,
tu possa vedere
il suo volto splendente di gloria.

Dal diario di Giuseppina Cassano, moglie di Teodoro D'Amici

- Giorno 31 dicembre 1962

Quella sera dietro l’invito di Teodoro, alle ore 23,15 ci siamo recati a Jaddico per recitare il S. Rosario. Eravamo circa 33 fedeli. 
Abbiamo lasciato gli svaghi della notte di capodanno per andare a pregare ai piedi della Madonna. 
Ringraziavamo per l’anno che era trascorso, nello stesso tempo aspettavamo l’anno nuovo. 
Allo scoccare delle ore 24 tutti eravamo immersi nella più fervida preghiera, quando dalla città sono giunti alle nostre orecchie il fischio delle sirene, annunzianti il nuovo anno. 
Nei nostri cuori è passato un fremito di commozione, pur trovandoci a quell’ora in un luogo così solitario, però tanto bello. 
Nessuno ebbe modo di distrarsi, anzi la nostra fede si rafforzò, e le nostre preghiere aumentarono per la S. Vergine. 
Questa nostra grande devozione alla Madonna ci fu largamente ricompensata da Lei stessa, perché vedemmo illuminato ancora una volta il rudere in cui è dipinta la sua immagine, inebriando i nostri occhi della Sua luce divina. 
Tanto intensa era questa luce che avvolse ancora una volta il rudere che porta l’immagine della Madonna, inoltre illuminò anche la capanna dove era adagiato il Bambino Gesù, erano le ore 0,30 del nuovo anno 1963, anno che iniziava sotto i migliori auguri con la benedizione della Madonna.

domenica 25 dicembre 2022

Natale del Signore *** Auguri *** - 25 dicembre 1962- Testimonianza

 Auguri di un Santo Natale del Signore, nella pace e nella Gioia!



Testimonianza da Tonino D'Amici (figlio di Teodoro) - fonte WhatsApp

- Giorno 25 dicembre 1962 ( dal Diario di Giuseppina moglie di Teodoro D'Amici)

Molti fedeli si riunirono di fronte al quadro della Madonna per recitare il S. Rosario. 
Erano le 19,30. 
Il tempo era rigido e pioveva a dirotto, impedendo a Teodoro di inginocchiarsi, come sempre faceva, ai piedi della Sacra Immagine. Teodoro stava assieme a tutti noi fedeli sotto la protezione di legno sistemata di fronte al rudere sul quale c'è l'affresco della Madonna, e con noi recitava il S. Rosario. 

Erano le ore 20.30, 
ed eravamo quasi alla fine delle preghiere, quando un raggio luminoso, colpì Teodoro in pieno, rendendolo impotente a muoversi. Subito dopo Teodoro ebbe una forza soprannaturale e in estasi si mosse guidato dal fascio di luce in direzione del rudere. 
La figlia Tina, vedendo suo padre muoversi ad occhi chiusi, preoccupata, ha tentato di trattenerlo, ma Teodoro svincolatosi con energia, ha proseguito più in fretta, fino a raggiungere il suo posto abituale dove tutte le sere era solito recitare le preghiere. 
Lì rimase per un po’ di tempo immobile, con gli occhi fissi avanti a se, in direzione del dipinto raffigurante la Madonna, e poi avvilito ed abbattuto ritornò tra tutti noi fedeli dicendo: "Dobbiamo pregare molto, ed amare la Madonna. "Il raggio di luce del quale abbiamo parlato, questa volta non fu visto da tutti i presenti, fu solo lui a vederlo.

domenica 6 novembre 2022

Testimonianza: 5 novembre 1962 - e comunicazione agli ASSOCIATI "Pia Associazione dei Servi ella Madonna" - Jaddico

Giorno 5 novembre 1962

Dal diario di Giuseppina Cassano moglie di Teodoro:

E' notte, sono presenti 16 persone.


Dopo la recita del S. Rosario, ci siamo spostati dalla protezione di legno sistemata nei pressi del muro e abbiamo raggiunto la strada asfaltata per recitare alle 15 Ave Maria e una Salve Regina. Improvvisamente Teodoro che già avvertiva qualcosa, che anche questa volta era trepidante e sudato, vide illuminarsi il muro di una luce splendente con raggi lunghi che riempivano tutta la zona. Udì la voce della Madonna che diceva: "Quello che vedi tu, non tutti possono vedere, cerca l’acqua mia e la troverai."


Teodoro nel vedere la luce che era così bella, delicata e soave, ebbe una forza soprannaturale.

Si precipitò ai piedi del muro (in linea retta, superando il dislivello che aveva di fronte a sè. ndr) recitò qualche Ave Maria, e fece ritorno sulla strada per intraprendere la recita della seconda preghiera. Appena Teodoro ritornò, la luce scomparve immediatamente, e fu vista da tutti i presenti, i quali erano meravigliati e stupefatti del miracolo che era accaduto e che era durato circa 4 – 5 minuti.

Nei giorni che seguirono Teodoro cercò incessantemente l’acqua indicata dalla Madonna, perlustrando la zona e cercandola anche in mezzo al fango del canale lì vicino.

~~~~~~~~~へへへへへへへへ~~~~~~~~~
da Riccardo (WhatsApp)

BUONA GIORNATA A TUTTI,

Informiamo gli ASSOCIATI che:

1.- È stato acceso un conto corrente postale, utile ad accogliere eventuali bonifici e/o versamenti da parte di chiunque vorrà disporre in favore della "PIA ASSOCIAZIONE DEI SERVI DELLA MADONNA APS ", per la "causa di TEODORO" e, con la ristampa delle immaginette di "TEODORO", abbiamo evidenziato la nuova "mail" ed il nuovo "numero di telefono":

E-mail: servidellamadonna.27@gmail.com

Telefono: 338 7448451

ed a eseguire Vi indichiamo, pure, le coordinate IBAN :

IT28T0526215902CC0751343782
(Banca Popolare Pugliese) 
Intestato "Pia Associazione dei Servi della Madonna APS"

utili, come detto sopra, per chi vorrà fornire il proprio contributo per la causa di canonizzazione e beatificazione di "TEODORO".

Per completare, non appena possibile, cureremo la predisposizione di bollettini di c/c postale per chi vorrà, alternativamente, farne uso.

2.- è possibile leggere la storia del nostro "SANTUARIO" attraverso il "blog" - "sui passi di TEODORO " oppure accedendo all'indicativo web:

La luce di JADDICO - vita ed opera di Teodoro D'Amici

https://jaddicosuipassiditeodorodamici.blogspot.com

o al sito in fase di costruzione:


di seguito una carrellata di foto e video dal 27 ottobre ad oggi domenica 06 novembre 2022 (fonte WhatsApp - gruppo Servi della Madonna di Jaddico)
























lunedì 3 ottobre 2022

2 ottobre 1962 - Illuminazione del Muro di Jaddico, dal diario di Giuseppina moglie di Teodoro D'Amici

Dal diario di Giuseppina moglie di Teodoro D'Amici: giorno 2 ottobre 1962


Eravamo 15 persone.

Ci recammo a Jaddico per recitare il S. Rosario. Appena arrivati sulla strada asfaltata, Teodoro si senti male. 

Entrava in estasi. 


Fu il primo a vedere il muro miracolosamente illuminarsi. Lo vide oscillare e tremare. Teodoro piangeva e gridava tutto ciò che vedeva. 
Dopo pochi minuti assistemmo anche noi tutti alla illuminazione del muro. 

Pensavamo che il muro dovesse crollare per quanto tremava. 

Tutto questo durò per circa due - tre minuti. Dopo diventò tutto oscuro e buio. Molti dei presenti erano in lacrime e supplicando la Madonna si chiedeva la sua grazia di cui si aveva bisogno.




venerdì 30 settembre 2022

Testimonianza - 30 settembre 1962, diario di Giuseppina moglie di Teodoro D'Amici - Riposizionamento Targa marmorea - pellegrinaggio 27 settembre 2022


Dal diario di Giuseppina, moglie di Teodoro D'Amici: giorno 30 settembre 1962


Teodoro vide al suo sogno che la Madonna gli diceva: "Ho bisogno di una casa, mi trovo esposta alle intemperie, non sopporto più questa situazione." Inoltre gli faceva vedere il muro che era pericolante e tutto tremante che stava in precipizio per crollare. La Madonna cercava aiuto.
L’indomani mattina facendo una visita alla Madonna trovammo il muro lesionato. Immediatamente Teodoro si consigliò con il geometra e senza perdere del tempo fece un pilastro sul fianco del muro per sostenerlo.

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Targa marmorea situata in Via Calabria in Brindisi, indirizzo di casa di Teodoro D'Amici, lavori di risistemazione













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Frammenti del pellegrinaggio del 27 settembre 2022











 

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