mercoledì 4 febbraio 2026

QUANDO LA PROFEZIA SI FA VOLTO

 "LA MIA CASA SARA' CHIAMATA CASA DI         PREGHIERA PER TUTTI I POPOLI"


    Una promessa che inizia a realizzarsi. Una profezia tanto attesa. L’attesa che il nostro Santuario diventasse una casa per le nazioni. Il resto del mondo seduto nei banchi del nostro Santuario.

    È il 23 gennaio 1963 e Teodoro sogna. Sogna di essere l’organizzatore di una grande festa che si teneva in una vasta sala. Molti erano gli invitati che accorrevano, e molti di essi giungevano senza alcun invito. Teodoro cominciava perciò a preoccuparsi temendo di non poter accogliere tutti. La sala infatti cominciava a gremirsi di gente tanto da non poterla più contenere agevolmente. In quel mentre al centro della sala, si fece notare una signora che parlando dolcemente a Teodoro disse: “Come mai non hai saputo regolarti nel prendere questo locale? Molta gente è ancora fuori che attende di entrare e molte altre persone verranno ancora anche dall’estero, come faranno ad entrare?”

    Forse questo può essere il momento d’inizio in cui le parole del sogno di Teodoro smettono di essere attesa e diventano “realtà”. Un tempo in cui i nostri banchi si riempiono di storie, lingue e volti provenienti da terre lontane.

In questo inizio di febbraio, nel giorno in cui viene ricordata la presentazione di Gesù al tempio, quello che a noi piace ricordare come il giorno della Candelora, eravamo pronti a vedere gente nuova e a sentire i nostri canti trasformarsi, perché le persone hanno cantato nella loro lingua e si sono sentite a casa, nella propria terra. È stata celebrata la bellezza di una Chiesa che finalmente assomiglia di più al cielo.

 

    Alla presenza del Vescovo Giovanni Intini abbiamo visto la Chiesa farsi madre di ogni cultura. In questa cornice di festa, che è anche la Giornata della Vita Consacrata, i religiosi e le religiose presenti hanno rinnovato le loro promesse. Un segno potente: mentre nuovi popoli arrivano, c'è chi conferma il proprio "sì" per accoglierli, ricordandoci che la vocazione è sempre un dono per gli altri. Lo dice pure Isaia (56,7): “La mia casa sarà chiamata casa di preghiera per tutti i popoli”.

 

    Credo sia questo il momento in cui possiamo dire che queste persone erano da tempo attese e che per loro si pregava prima ancora che arrivassero. Aspetto ora che siano tanti i pellegrini, siano tanti i fratelli e le sorelle ad arrivare dall’estero, finché il nostro Santuario non riesca a contenerli tutti.


                    Perché l’hai fatta così piccola?”


venerdì 30 gennaio 2026

Pellegrinaggio 27 gennaio 2026 - Gallery Foto

Fedeli in pellegrinaggio come ogni 27 di ogni mese dalla casa di Teodoro D'Amici per arrivare al Santuario Maria Madre della Chiesa JADDICO

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