" La Madonna che cammina "
Abbiamo ormai lasciato la città. Ci troviamo sulla complanare che porta a Jaddico.
In questo pellegrinaggio di aprile abbiamo avuto la gioia di avere con noi Paolo e Susi. Tra le tante foto che hanno scattato e condiviso con me, ce n’è una in particolare che mi ha fatto riflettere. Ritrae l’immagine della Madonna di Jaddico, custodita nel quadro protetto dal vetro. Ogni mese la portiamo con noi su una sedia a rotelle: è la stessa che apparteneva a Giuseppina, la moglie di Teodoro, che non mancava mai all'appuntamento del 27.
La città nel cuore della Madonna
Ciò che ha catturato il mio sguardo non è stata solo l'immagine sacra, ma il riflesso sul vetro. In quel riflesso, insieme alla Madonna, si vedevano i palazzi, i balconi e le finestre della nostra città. È come se la città “entrasse” nel quadro, quasi a ricordarci che Maria protegge le case, ma soprattutto chi le abita.
Ecco il senso profondo di ogni 27 del mese: Maria non resta chiusa in una chiesa, ma cammina con noi tra le nostre case. Non è un evento isolato, è una promessa mantenuta. Puntuali, i fedeli si ritrovano per un cammino lungo otto chilometri.
Un ritmo diverso
Mentre la città corre, noi pellegrini cambiamo marcia. Partiamo dal cuore dei quartieri, tra l'asfalto e il traffico. Questa Madonna cammina attraverso i nostri piedi, accompagnata dalle nostre preghiere e dalle nostre speranze. Sotto il sole o sotto la pioggia, trasformiamo la strada in un sentiero di fede.
Ancora un momento del pellegrinaggio mentre veniamo scortati dalla Polizia Locale.
Siamo persone comuni: jeans, maglietta e tanta voglia di stare insieme. Non camminiamo soli: ci scortano con dedizione la Polizia Locale e l’ambulanza della Croce di Malta. Camminiamo tra i negozi e i segnali stradali perché la fede non si nasconde, ma attraversa la vita di tutti i giorni. Dopo oltre un’ora di strada, il rumore dei clacson lascia finalmente il posto al silenzio della periferia. Ci attende ancora un’altra ora o poco più di cammino, ma la fatica non pesa.
L'energia del ritorno
La meta è il Santuario di Jaddico. È un punto di arrivo, ma soprattutto di ripartenza, perché si torna a casa con un’energia nuova nel cuore.
Voglio tornare a Paolo e Susi. Mi ha colpito il loro sorriso e la determinazione che li ha portati fino alla casa di Teodoro, il nostro punto di partenza. Vivono a Modena, ma in questi giorni si trovavano vicino a Gallipoli. Appena hanno saputo del pellegrinaggio, ci hanno raggiunti. Il loro è stato un "doppio pellegrinaggio": dopo aver lasciato l'auto al Santuario, sono venuti in città a piedi per poi rifare tutto il cammino di ritorno insieme a noi. 

Paolo e Susi in pellegrinaggio.
Con orgoglio mi hanno confidato di essere colleghi di Teodoro: anche loro Vigili Urbani, come si diceva una volta. Una vita e una fede condivise, unite dalle stesse motivazioni nel lavoro e nello spirito.
Prossimi appuntamenti
Tra un mese ci sarà un altro 27. Porteremo con noi le speranze e le preghiere di chi ci ha chiesto un pensiero per un caro. Come quella mamma, quasi cinquantenne, che ci ha affidato il suo primo figlio nato prematuro: “L’ho appena visto, è in terapia intensiva, viene monitorato continuamente. Fortunatamente respira da solo. Ora gli stanno facendo dei prelievi, poi potrò stare con lui nella foresteria per mamme”. Pregheremo per lui, perché Maria lo tenga sotto il suo manto.
Mentre scrivo, ci stiamo già preparando per il 27 maggio, ma anche per il grande pellegrinaggio notturno a piedi del secondo sabato di giugno. Partiremo alle 22.00 e, all'arrivo al Santuario, la S. Messa sarà celebrata dal nostro Vescovo Intini. Sarà il 18° anno che ripetiamo questo rito.
Partiremo alle 22.00
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