NON GUARDA IL MARE, MA GUARDA IL CUORE DI OGNI UOMO.
a lettere@gazzettamezzogiorno.it
Caro Direttore, lo scorso 18 giugno c.a., a pagina 51 della Gazzetta del Mezzogiorno, nella sezione rubriche, mi ha incuriosito "la foto del giorno".
A tal proposito Le invio alcune righe che ci consentono di meglio approfondire l'argomento che ci riguarda.
Allego alla presente una pagina che tratta l'argomento.
Se lo ritiene opportuno, per il futuro potremo tenere degli approfondimenti su questa bella realtà brindisina per la quale si sono aperti i primi passi che ci conducono alla Causa di Canonizzazione e Beatificazione del Servo di Dio Teodoro D'Amici.
Ringrazio e porgo distinti saluti.
è bello, molto bello leggere che quella di Jaddico è una Madonna che guarda il mare. Non sono un assiduo frequentatore del Santuario di Santa Maria Madre della Chiesa, ma conosco quel luogo e ci vado sin dal 1962, proprio da quando iniziarono i fatti che hanno fatto parlare di questa Madonna e di Teodoro D’Amici. È questo il motivo per cui vorrei aggiungere qualcosa al commento dello scorso 18 giugno che, attraverso il signor Pasquale De Salvia, ho avuto il piacere di leggere.
Credo di poter dire che la Madonna di Jaddico guarda ben oltre il mare, ben oltre l’orizzonte. Il suo è uno sguardo che raggiunge i pellegrini che si aprono a Lei e che va soprattutto dentro: dentro il cuore di chi le chiede aiuto. Quanta gente raggiunge il Santuario, anche di notte! Da sempre, infatti, questo è un luogo che non chiude mai, aperto giorno e notte. Lì, davanti a quella Madonna, ognuno confida le proprie pene e le proprie preoccupazioni per una malattia, per un figlio, per un parente.
C'è chi aveva detto che Dio e la Madonna erano cose per "donnicciole"; ma quando, nello sconforto più profondo e nel cuore della notte, affinché nessuno lo vedesse, si è recato a Jaddico, davanti a quella Vergine ha pregato, ha pianto e le ha detto: “Anche io sono figlio tuo”.
Questa Madonna è il segno tangibile di una storia straordinaria. Parliamo di una Madre celeste che ha scelto di manifestarsi a un uomo della nostra Brindisi, in un evento di grazia che lo stesso Arcivescovo Domenico Caliandro ha voluto decretare e riconoscere ufficialmente. Maria, qui a Brindisi, è scesa sulla terra per un compito altissimo: unire il cielo e la terra, tracciando un ponte di speranza per ognuno di noi. Guarda il cuore degli uomini per scuoterli dalle distrazioni del mondo; guarda le nostre fragilità per trasformarle in punti di speranza e ci invita a scoprire l'amore verso il prossimo, che è l'unico modo autentico per amare Dio.
Questa foto ci mostra quattro ragazzi (anzi cinque, considerando chi scattava), i quali, se ancora in vita, oggi sfiorano i cent'anni. Quel giorno ci fu un gran temporale; dopo il lampo non si faceva in tempo a contare fino a uno che il tuono era già arrivato. Il loro spirito scout li salvò: si rifugiarono in una tenda canadese e sotto quel muro, protetti da quella Madonna, furono tante le Ave Maria che salirono al cielo.
"La bellezza di Jaddico sta anche nella semplicità del suo inizio: un vigile urbano, Teodoro D'Amici, guidato da sogni e richiami notturni, che riscopre quel vecchio muro dimenticato tra i campi e i canneti. Il fatto che l'allora Arcivescovo di Brindisi-Ostuni, Monsignor Domenico Caliandro, l'8 dicembre 2022, abbia decretato e riconosciuto ufficialmente il carattere soprannaturale delle apparizioni e dei fenomeni mariani avvenuti a Jaddico tra il 1962 e il 1963, non fa che suggellare ufficialmente ciò che il cuore dei brindisini e dei pellegrini aveva già capito sessant'anni prima: che quel luogo è un crocevia di fede e di ristoro per le anime."
Potremmo approfondire l’argomento, caro direttore, se lo ritiene opportuno. Per me, scrivere tutto questo è un modo diverso di pregare.
Un caro saluto e un sentito grazie al signor Pasquale per avermi dato lo spunto per scrivere queste poche righe.
Brindisi, 23 giugno 2026 Tonino D’Amici"
Mi son detto che non sarebbe stato male pubblicare la foto del giornale con il commento sopra riportato, ed è così che in edicola mi accorgo che il giornale che riporta tutto questo è del giorno prima.
Non è più in edicola, non è più nei bar che ormai quasi più non usano comperare i giornali, non è in biblioteca. Poi in maniera inaspettata, dopo tanto cercare, un'anima buona con la quale mi ero sentito al telefono, mi invia il giornale in ogni sua pagina con una mail.
Ed eccola qui:




.jpeg)
.jpeg)
.jpeg)
.jpeg)
.jpeg)
.jpeg)
.jpeg)
.jpeg)
.jpeg)
.jpeg)
.jpeg)
.jpeg)
.jpeg)
.jpeg)
.jpeg)
.jpeg)
.jpeg)
.jpeg)
.jpeg)
.jpeg)
.jpeg)
.jpeg)
.jpeg)
.jpeg)
.jpeg)
.jpeg)
.jpeg)
.jpeg)
.jpeg)
.jpeg)
.jpeg)
.jpeg)
.jpeg)
.jpeg)
.jpeg)
.jpeg)
.jpeg)
.jpeg)
.jpeg)
.jpeg)
.jpeg)
.jpeg)
.jpeg)
.jpeg)
.jpeg)
.jpeg)
.jpeg)
.jpeg)
.jpeg)
.jpeg)
.jpeg)
.jpeg)
.jpeg)
.jpeg)
.jpeg)
.jpeg)
.jpeg)
.jpeg)
.jpeg)
.jpeg)
.jpeg)
.jpeg)
.jpeg)
.jpeg)
.jpeg)
.jpeg)
.jpeg)
.jpeg)
.jpeg)
.jpeg)


