Visualizzazione post con etichetta Luoghi della memoria. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Luoghi della memoria. Mostra tutti i post

domenica 4 gennaio 2026

Oggi (2026) - come allora (1963) - davanti al miracoloso muro di Jaddico

Come ogni sabato notte, i Servi della Madonna in preghiera

 
 
"Queste foto sono state scattate a mezzanotte, alla fine del rosario.
Su invito del nostro diacono Franco Greco, abbiamo lasciato i banchi e ci siamo stretti intorno all'altare, intorno alla natività, intorno alla Madonna di Jaddico, intorno a quella Madonna che tanti anni fa ha fatto palpitare i cuori ed ancor oggi continua a farlo. Qui il nostro Franco ha ringraziato il Signore a nome di tutti noi per quanto ci ha dato, per quanto ci ha concesso nell'anno che è trascorso e naturalmente ha espresso propositi di crescita spirituale, di conversione, di più forte relazione con Dio, affinché il cielo sia più vicino a noi."
 
Seguono ora due foto.
Nella prima gli antichi Servi, in una giornata d'inverno, all'alba del 1963, credo di poter dire, nello stesso giorno in cui è stata posata la prima pietra:
" Ed ora, non più le stesse persone, ma sempre "Servi".
I nuovi "Servi", davanti allo stesso muro, davanti alla stessa Madonna, in preghiera.
Quanto tempo è passato!
Siam passati da un crudo muro di aperta campagna, ad un prezioso muro, protetto e custodito da una meravigliosa chiesa.
Proprio come Del Sordo dice, protetto e custodito in uno "scrigno".
Ecco la foto, questa volta scattata a mezzanotte, ma pur sempre all'alba. 
Si all'alba di un nuovo anno, nel primo dei tanti sabato notte che ci vedono e che ci vedranno qui a Jaddico in preghiera, davanti alla nostra Madonna.
Si, era l'alba, qualcuno dice di aver sentito cantare.
Se questo è successo è senz'altro stato il gallo, quello dipinto sull'affresco.
 
 

 Al centro, tra la Madonna e il Bambino, possiamo notare il gallo che poggia le zampe sulla mano sinistra della Madonna.
 
Lui non canta più con il cuore gonfio di dolore per indicare un tradimento, ma gonfio è il petto perchè è contento, perchè ancora c'è chi prega di notte nell'orario suggerito dalla Madonna."
 
🙏❤️🙏❤️🙏❤️
Questa rotatoria stradale, che già porta il nome di Teodoro D'Amici, al suo interno vedrà un'opera che ricorda Jaddico e il nostro concittadino.
🙏❤️🙏❤️🙏❤️🤝🩵🤍🌈



mercoledì 5 novembre 2025

PROCESSO DIOCESANO PER LA BEATIFICAZIONE E CANONIZZAZIONE DEL SERVO DI DIO TEODORO D'AMICI

Prima sessione di apertura del tribunale ecclesiastico diocesano per la causa di Beatificazione e Canonizzazione del Servo di Dio Teodoro D'Amici.

 

Messa presieduta dal Vescovo Margiotta e Teodoro in ginocchio 
al momento della Comunione

Nell'editto reso pubblico lo scorso 3 agosto 2025 dal Vescovo Giovanni Intini sulla causa di Beatificazione e Canonizzazione del Servo di Dio si legge:
 

    "Il 15 luglio 1993 moriva a Brindisi il Servo di Dio Teodoro D’Amici, laico e padre di famiglia, vigile urbano conosciuto, sposo innamorato e fedele. Alla sua esperienza mistica, avvenuta tra il 12 agosto 1962 e il 27 maggio 1963, dobbiamo la costruzione del Santuario diocesano di Maria Madre della Chiesa di Jaddico e l’inizio della devozione mariana che, dall’8 dicembre 1965 giorno della consacrazione del Santuario, prosegue ininterrottamente portando tanti frutti di conversione e crescita nella vita spirituale cristiana. 

    Il giorno 8 dicembre 2022 S.E. Mons. Domenico Caliandro lo ha riconosciuto quale veggente.

    Essendo stato formalmente richiesto di dare inizio alla Causa di Beatificazione e canonizzazione del Servo di Dio, invitiamo tutti e singoli i fedeli a comunicarci tutte quelle notizie dalle quali si possano in qualche modo arguire elementi favorevoli o contrari alla fama di santità del detto Servo di Dio."

 

Ora, a distanza di tre mesi, non senza emozione, possiamo annunciare che il prossimo 13 novembre, nel Santuario di Jaddico si svolgerà la prima sessione di apertura del tribunale ecclesiastico diocesano per la causa di Beatificazione e Canonizzazione del Servo di Dio Teodoro D'Amici alla quale la Pia Associazione dei Servi della Madonna, l'Arcidiocesi di Brindisi-Ostuni e la Comunità dei Carmelitani Scalzi di Jaddico, invitano tutti a partecipare.


Invito e locandina scaricabile PDF


Preghiera di Beatificazione del Servo di Dio Teodoro D'Amici

🙏🙏🙏

Sii benedetto Dio,
Padre del Signore nostro Gesù Cristo.
In Lui ci hai scelti per essere santi, quali figli adottivi,
secondo il tuo disegno d’amore.
In Lui, servo obbediente, oggi mandi i tuoi servi
ad annunciare e a vivere la Parola di salvezza
per riunire i commensali al banchetto del Regno.
In Lui, nato dalla vergine Maria,
hai illuminato Teodoro chiamandolo alla fede
che si rende operosa per mezzo della carità,
nella piena partecipazione alla vita della Chiesa,
nella preghiera e nell’apostolato
e lo hai reso testimone umile del tuo amore.
Fa’ che anche noi come Maria, Madre della Chiesa, siamo portatori di Cristo ai fratelli.
E concedici, nella comunione dei santi, insieme al tuo servo Teodoro,
la grazia necessaria alle nostre vite (...),
e per la gloria del tuo nome, la sua beatificazione.
A Te la lode nei secoli. Amen.

🙏🙏🙏

 


🙏🙏🙏

Per donazioni per la "causa di BEATIFICAZIONE Servo di Dio TEODORO D'AMICI"
IBAN IT28 T052 6215 902C C075 1343 782 (Banca Popolare Pugliese) Intestazione conto: "Pia Associazione dei Servi della Madonna E.T.S." Jaddico Brindisi
🙏🙏🙏🙏🙏

"Pia Associazione dei Servi della Madonna E.T.S."
Email: servidellamadonna.27@gmail.com
cell.+39 3387448451
"Servi della Madonna prega per gli ammalati."


martedì 21 ottobre 2025

TEODORO A SMIRNE IN TURCHIA.

Una nicchia per ospitare la statua della Madonna

 

  

Un po' distante per dirvi come fare e dove andare a vedere la nicchia che si può vedere nella foto qui sopra riportata

  
Intanto il 3 agosto 2025 il Vescovo Intini promulga l'editto, che di seguito inseriamo, per l'avvio della causa di beatificazione e canonizazzione del Servo di Dio Teodoro D'Amici, laico e padre di famiglia.
 
---------------------------------- 
 
 

EDITTO

Il 15 luglio 1993 moriva a Brindisi il Servo di Dio Teodoro D’Amici, laico e padre di famiglia, vigile urbano conosciuto, sposo innamorato e fedele. Alla sua esperienza mistica, avvenuta tra il 12 agosto 1962 e il 27 maggio 1963, dobbiamo la costruzione del Santuario diocesano di Maria Madre della Chiesa di Jaddico e l’inizio della devozione mariana che, dall’8 dicembre 1965 giorno della consacrazione del Santuario, prosegue ininterrottamente portando tanti frutti di conversione e crescita nella vita spirituale cristiana. Dopo quell’esperienza Teodoro si convertì e non fu più la stessa persona: divenne mite, sempre sorridente e tutta la sua esistenza– in maniera semplice, nascosta e silenziosa –si concentrò nell’amare e fare amare con Maria suo figlio Gesù, continuando a vivere con rettitudine e generosità gli impegni della sua vita laicale e prendendosi cura in maniera discreta e quotidiana della vita del Santuario. Il giorno 8 dicembre 2022 S.E. Mons. Domenico Caliandro lo ha riconosciuto quale veggente.

La fama di santità e di segni è presente e documentata, non in maniera travolgente ma come un fiume carsico, che scorre nascosto per anni e poi emerge ed è ben visibile a uno sguardo attento, come bene accaduto nella vita di tante persone che ne hanno chiesto l’intercessione.

Essendo stato formalmente richiesto di dare inizio alla Causa di Beatificazione e canonizzazione del Servo di Dio, nel portarne a conoscenza la Comunità ecclesiale, invitiamo tutti e singoli i fedeli a comunicarci direttamente o a far pervenire alla Cancelleria dell’Arcidiocesi di Brindisi – Ostuni, Piazza Duomo, 12, tutte quelle notizie dalle quali si possano in qualche modo arguire elementi favorevoli o contrari alla fama di santità del detto Servo di Dio.

Dovendosi inoltre raccogliere, a norma delle disposizioni legali, eventuali scritti a lui attribuibili, ordiniamo, col presente EDITTO, a quanti ne fossero in possesso, di rimettere con debita sollecitudine alla medesima Cancelleria qualsiasi scritto, che abbia come autore il Servo di Dio (coloro che gradissero conservarne gli originali, potranno presentarne copia debitamente autenticata).

Stabiliamo, infine, che il presente EDITTO rimanga affisso per la durata di tre mesi alle porte della Cattedrale di Brindisi e di tutte le chiese parrocchiali della nostra Arcidiocesi, come nella bacheca della Curia, e che venga pubblicato sul bollettino diocesano.

Dato in Brindisi, il 03 agosto 2025, XVIII domenica del Tempo Ordinario

 Sac Antonio MAMELI  (Cancelliere Arcivescovile )

 Mons. Giovanni INTINI (S.E. Arcivescovo) 

 --------------------------------
 
 Questo Editto viene letto da Willy, in Turchia, il quale mi manda un WhatsApp:
 
 
 
Grazie a questo messaggio, nasce lo spunto per parlare di Teodoro e del suo attaccamento alla Madonna, del suo costante pensiero rivolto sempre alla Madre celeste. 
 
 Teodoro in Turchia non ci voleva andare, perchè in questo modo avrebbe lasciato Brindisi, ma sopratutto la sua Madonna di Jaddico.

Fu dopo tante insistenze da parte di Giuseppina, la quale aveva piacere affinchè Teodoro vedesse la città dove era nata, affinchè vedesse Smirme, così prima si chiamava l'attuale Izmir, affinchè conoscesse gli ultimi pochi parenti che li erano rimasti. E poi Peter Papi, figlio di Rosa, cugina di Giuseppina, aveva chiesto che Teodoro e Giuseppina facessero da padrini alla sua Roslin che doveva prendere il sacramento della Cresima.
E fu così che Teodoro cedette e i due salparono e su una nave che tanti anni fa faceva la spola tra Brindisi e Smirme, e si vide catapultato in un luogo a lui sconosciuto.

Un porto, quello di Smirne, che non finiva mai, perchè era, ed ètutt'ora, una lunga baia che la nave lentamente percorre fino a poter approdare.

Entrando nel porto a destra c'erano "ta vio' avrefia". Le due piccole montagne, perfettamente uguali, erano così chiamate dalla gente del luogo, per cui: "i due fratelli".

    Qui a Smirne conobbe i cugini di Giuseppina. Teodoro non rimane stupito per la bella casa dall'ampio atrio d'ingresso, con le scale che ti portano al primo piano dove c'è un unico appartamento con un antico parquet che a camminarci sopra scricchiolava un pò, dove gli appartamenti del piano rialzato sono degni di nota; no!, tutto questo non gli interessa. 
    Nota invece nel cortine che si trova sul retro della grande abitazione, la presenza di una statua della Madonna. Ecco per lui, il resto non contava. Ormai aveva deciso come impiegare il suo tempo libero in quella casa. Servivano solo pietre e malta che velocemente seppe procurarsi facendosi aiutare da quelli di casa. Aveva in mente la costruzione di una nicchia che avrebbe ospitato la statua della Madonna.
 
 
Una casa per la Madonna: "la nicchia"  

Teodoro e Giuseppina e la piccola Roslin che a breve riceverà il sacramento della Cresima
 
Teodoro e Giuseppina con la cugina Rosa e la piccola Roslin
 
 Ancora un ritocco nei colori e il lavoro è finito
 
 
Teodoro è vicino alla Madonna restaurata. Il lavoro è completato.
 

 
A questo punto per dare completezza a quanto sopra riportato inserisco la testimonianza di Piero Papi, il quale, anche lui ci parla di questo lavoro fatto da Teodoro. per cui, eviterò di usare la mia memoria, giacché da qualche anno conservo la testimonianza di Peter Pati che vive in Turchia e che ci parla appunto di quando Teodoro arrivato ad Izmir, trovandosi in casa di una cugina della moglie Giuseppina, vedendo una statua della Madonna decise di costruire una nicchia che la potesse ospitare.
Questa la sua testimonianza: 

 

Intanto Teodoro si trova in Turchia e non manca il tempo per visitare la vicina Efeso.
    Alcuni parenti di Giuseppina, conoscendo la particolare sensibilità di Teodoro nei riguardi della Madonna, gli propongono di visitare la casa dove la Madonna, sotto la protezione dell’apostolo Giovanni, ha vissuto i suoi ultimi anni nel silenzio, nella preghiera e con umiltà. 
Gli propongono di raggiungere Efeso, che si trova a circa ottanta km. a sud di Smirne. 
Teodoro è felice di questa cosa e non vede l’ora. 
     La Santa Sede non ha mai dichiarato ufficialmente che si tratti della residenza finale della Vergine, ma lo ha riconosciuto come luogo di preghiera e di pellegrinaggio. 
    Teodoro considera la casa di Maria un luogo specialissimo, un luogo che trasuda la presenza del divino da ogni pietra che si tocca, quindi un luogo di incontro con la Madre.

 

 Qui di seguito alcune foto fatte ad Efeso e poi lungo la strada del ritorno. 

 
 
 
 
Teodoro ad Efeso, davanti alla casa della Madonna mentre parla con una persona del luogo.
A sinistra con Giuseppina i genitori di Willy.   

 
Sempre ad Efeso, appena fuori la casa della Madonna. Anche li una statua della  Vergine, la abbraccia, ma non gli basta e appoggia il suo viso a quello della Madonna.
 
 
 

Dopo aver visitato Efeso una pausa lungo la strada del ritorno viene attratto dalla presenza di alcuni cammelli.
 

mercoledì 18 giugno 2025

27 maggio 2025: non un 27 come tutti gli altri - 1963 ultima Illuminazione - Pellegrinaggio a piedi e rinnovo Promesse

I Servi della Madonna di Jaddico rinnovano le promesse


    Non un ventisette come tanti altri, quello del 27 maggio. Siamo nel 2025.


    Per i Servi della Madonna, per coloro che sono devoti del Santuario di Santa Maria Madre della Chiesa, questa data ci riporta all’ultima illuminazione del muro di Jaddico, un muro sul quale è raffigurata la Madonna con il Bambino, ma con anche al centro dei due un gallo, il quale continua a cantare e canterà in eterno per testimoniare la gloria di Dio.

    Il gallo canta al sorgere del sole, ma a Jaddico canta sempre, perché quella luce era più del sole, era Dio stesso, che si rivelava con la sua luce.

    Non dobbiamo perciò meravigliarci quando a Jaddico in un momento di preghiera raccolta, fatta col cuore, può capitare di sentire cantare, di sentire il canto di un gallo, anzi di sentire cantare “nu jaddu”.

    I fatti prodigiosi accaduti a Jaddico vanno dal 20 agosto 1962 al 27 maggio 1963, un tempo durante il quale la Madonna ha tenuto per mano Teodoro e quei primi Servi che si sono stretti intorno a lui e con lui hanno pregato davanti a quel muro, davanti a quella Madonna, per tanti anni, tutte le sere, ignorando il tempo, l’acqua, la grandine, il vento e qualche volta la neve.

    Per nove mesi, poco di più, la Madonna ha lavorato nel cuore di quelle persone, affinché Lei a partire da Brindisi, potesse diventare la porta che ci consente di raggiungere il cielo.

    Il cuore di quelle persone come è stato detto, persone senza pretese intellettuali, è stato educato all’amore verso Dio e verso il prossimo.

    Una richiesta ha fatto la Madonna, e l’ha fatta a Teodoro che si segnava e basta, l’ha fatta ad una persona non decisamente vicina alla chiesa, ad una persona che come risulta dalle testimonianze raccolte non era uno stinco di santo, perché durante il suo lavoro aveva un linguaggio decisamente colorito, ma fatta alla persona giusta.

    Coprimi, ho freddo”, e poi in un tempo successivo “chi mi sta facendo la casa è una brava persona” e ancora davanti alle preoccupazioni di Teodoro “non ti preoccupare figlio mio, tu credi che la Madonna non ti aiuterà?, ovunque andrai ti proteggerà ed il suo aiuto non ti mancherà mai”.

    Ma torniamo a noi. Torniamo al 27 maggio che come abbiamo già detto ci ricorda l’ultima illuminazione del muro di Jaddico.

    Alberto Del Sordo, un Servo della Madonna, uno dei testimoni della luce, ci dice che il 27 maggio 1963 il muro si illuminò di una luce intensissima e argentea, sicché lo sbiadito affresco della Madonna apparve rinnovato nei colori della veste e del manto.

    Calcolai che non meno di cento riflettori messi assieme avrebbero potuto produrre un trionfo di luce come quello.

    Dopo di che tornarono fittissime le tenebre.

    Ecco perché per Jaddico, per i Servi della Madonna questa è una data importante. E’ la data in cui qui a Jaddico la Madonna si congeda, non sicuramente la data più importante, perché il 7 settembre 1962 la Madonna appare a Teodoro.

    Non tutti potranno vedere ciò che tu vedi” gli dirà.

    E’ stato un 27 il giorno in cui si ricorda la posa della prima pietra. Il 27 febbraio 1963.

    E’ stato un 27 il giorno in cui i Padri Carmelitani hanno fatto ingresso a Jaddico. Il 27 novembre 1986.

    Possiamo continuare questo elenco se parliamo del foglio di collegamento che prima veniva scritto a Jaddico. Inoltre il 27 di ogni anno vengono ammessi alla Pia Associazione dei Servi della Madonna i nuovi associati, i quali promettono di diffondere la devozione a Maria Santissima e pregare per gli ammalati.

    Così pure fanno coloro che negli anni precedenti hanno aderito alla Pia Associazione, quando in questa giornata rinnovano le promesse fatte, anche loro, alla domanda che il sacerdote pronuncia, rispondono: “Si lo vogliamo”.





















    Vogliono diffondere il culto alla Madonna, vogliono pregare per gli ammalati e vogliono zelare la devozione al Santuario di Jaddico.

🙏🙏🙏🙏🙏🙏
Di seguito alcuni momenti del pellegrinaggio a piedi per le strade di Brindisi per arrivare al Santuario Maria Madre della Chiesa a Jaddico.




























Mostra Titolo del Post in evidenza

NON AVEVA PAURA DI MORIRE PERCHE’ AVEVA DATO UNO SCOPO ALLA SUA VITA

  SUL SUO MARMO SI LEGGE: “SONO NELLA VITA Il 15 luglio 2026, a Jaddico, alla fine della messa, si è voluto ricordare il Servo di Dio Teodor...