Jaddico sui passi di Teodoro. La Vergine Maria nel 1962 appare a Brindisi in contrada Jaddico al vigile urbano Teodoro D'Amici. Il muro, era quanto rimaneva di un'antica chiesa appartenuta ai Cavalieri del Sacro Sepolcro, si illuminava di una Luce Divina. La Madonna chiede a Teodoro di costruire una chiesa poi denominata "Maria Madre della Chiesa" e per volere del Vescovo affidata ai Carmelitani Scalzi e degli stessi "Servi della Madonna". Ulteriori segni: il profumo, i voli di Teodoro, l'acqua.
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domenica 4 gennaio 2026
Oggi (2026) - come allora (1963) - davanti al miracoloso muro di Jaddico
mercoledì 5 novembre 2025
PROCESSO DIOCESANO PER LA BEATIFICAZIONE E CANONIZZAZIONE DEL SERVO DI DIO TEODORO D'AMICI
Prima sessione di apertura del tribunale ecclesiastico diocesano per la causa di Beatificazione e Canonizzazione del Servo di Dio Teodoro D'Amici.
Nell'editto reso pubblico lo scorso 3 agosto 2025 dal Vescovo Giovanni Intini sulla causa di Beatificazione e Canonizzazione del Servo di Dio si legge:
"Il 15 luglio 1993 moriva a Brindisi il Servo di Dio Teodoro D’Amici, laico e padre di famiglia, vigile urbano conosciuto, sposo innamorato e fedele. Alla sua esperienza mistica, avvenuta tra il 12 agosto 1962 e il 27 maggio 1963, dobbiamo la costruzione del Santuario diocesano di Maria Madre della Chiesa di Jaddico e l’inizio della devozione mariana che, dall’8 dicembre 1965 giorno della consacrazione del Santuario, prosegue ininterrottamente portando tanti frutti di conversione e crescita nella vita spirituale cristiana.
Il giorno 8 dicembre 2022 S.E. Mons. Domenico Caliandro lo ha riconosciuto quale veggente.
Essendo stato formalmente richiesto di dare inizio alla Causa di Beatificazione e canonizzazione del Servo di Dio, invitiamo tutti e singoli i fedeli a comunicarci tutte quelle notizie dalle quali si possano in qualche modo arguire elementi favorevoli o contrari alla fama di santità del detto Servo di Dio."
Ora, a distanza di tre mesi, non senza emozione, possiamo annunciare che il prossimo 13 novembre, nel Santuario di Jaddico si svolgerà la prima sessione di apertura del tribunale ecclesiastico diocesano per la causa di Beatificazione e Canonizzazione del Servo di Dio Teodoro D'Amici alla quale la Pia Associazione dei Servi della Madonna, l'Arcidiocesi di Brindisi-Ostuni e la Comunità dei Carmelitani Scalzi di Jaddico, invitano tutti a partecipare.
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IBAN IT28 T052 6215 902C C075 1343 782 (Banca Popolare Pugliese) Intestazione conto: "Pia Associazione dei Servi della Madonna E.T.S." Jaddico Brindisi
martedì 21 ottobre 2025
TEODORO A SMIRNE IN TURCHIA.
Un po' distante per dirvi come fare e dove andare a vedere la nicchia che si può vedere nella foto qui sopra riportata
EDITTO
Il 15 luglio 1993 moriva a Brindisi il Servo di Dio Teodoro D’Amici, laico e padre di famiglia, vigile urbano conosciuto, sposo innamorato e fedele. Alla sua esperienza mistica, avvenuta tra il 12 agosto 1962 e il 27 maggio 1963, dobbiamo la costruzione del Santuario diocesano di Maria Madre della Chiesa di Jaddico e l’inizio della devozione mariana che, dall’8 dicembre 1965 giorno della consacrazione del Santuario, prosegue ininterrottamente portando tanti frutti di conversione e crescita nella vita spirituale cristiana. Dopo quell’esperienza Teodoro si convertì e non fu più la stessa persona: divenne mite, sempre sorridente e tutta la sua esistenza– in maniera semplice, nascosta e silenziosa –si concentrò nell’amare e fare amare con Maria suo figlio Gesù, continuando a vivere con rettitudine e generosità gli impegni della sua vita laicale e prendendosi cura in maniera discreta e quotidiana della vita del Santuario. Il giorno 8 dicembre 2022 S.E. Mons. Domenico Caliandro lo ha riconosciuto quale veggente.
La fama di santità e di segni è presente e documentata, non in maniera travolgente ma come un fiume carsico, che scorre nascosto per anni e poi emerge ed è ben visibile a uno sguardo attento, come bene accaduto nella vita di tante persone che ne hanno chiesto l’intercessione.
Essendo stato formalmente richiesto di dare inizio alla Causa di Beatificazione e canonizzazione del Servo di Dio, nel portarne a conoscenza la Comunità ecclesiale, invitiamo tutti e singoli i fedeli a comunicarci direttamente o a far pervenire alla Cancelleria dell’Arcidiocesi di Brindisi – Ostuni, Piazza Duomo, 12, tutte quelle notizie dalle quali si possano in qualche modo arguire elementi favorevoli o contrari alla fama di santità del detto Servo di Dio.
Dovendosi inoltre raccogliere, a norma delle disposizioni legali, eventuali scritti a lui attribuibili, ordiniamo, col presente EDITTO, a quanti ne fossero in possesso, di rimettere con debita sollecitudine alla medesima Cancelleria qualsiasi scritto, che abbia come autore il Servo di Dio (coloro che gradissero conservarne gli originali, potranno presentarne copia debitamente autenticata).
Stabiliamo, infine, che il presente EDITTO rimanga affisso per la durata di tre mesi alle porte della Cattedrale di Brindisi e di tutte le chiese parrocchiali della nostra Arcidiocesi, come nella bacheca della Curia, e che venga pubblicato sul bollettino diocesano.
Dato in Brindisi, il 03 agosto 2025, XVIII domenica del Tempo Ordinario
Sac Antonio MAMELI (Cancelliere Arcivescovile )
Mons. Giovanni INTINI (S.E. Arcivescovo)
Fu
dopo tante insistenze da parte di Giuseppina, la quale aveva piacere
affinchè Teodoro vedesse la città dove era nata, affinchè vedesse
Smirme, così prima si chiamava l'attuale Izmir, affinchè conoscesse gli
ultimi pochi parenti che li erano rimasti. E poi Peter Papi, figlio di
Rosa, cugina di Giuseppina, aveva chiesto che Teodoro e Giuseppina
facessero da padrini alla sua Roslin che doveva prendere il sacramento
della Cresima.
E
fu così che Teodoro cedette e i due salparono e su una nave che tanti
anni fa faceva la spola tra Brindisi e Smirme, e si vide catapultato in
un luogo a lui sconosciuto.
Un
porto, quello di Smirne, che non finiva mai, perchè era, ed ètutt'ora,
una lunga baia che la nave lentamente percorre fino a poter approdare.
Entrando nel porto a destra c'erano "ta vio' avrefia". Le due piccole montagne, perfettamente uguali, erano così chiamate dalla gente del luogo, per cui: "i due fratelli".

Qui di seguito alcune foto fatte ad Efeso e poi lungo la strada del ritorno.
mercoledì 18 giugno 2025
27 maggio 2025: non un 27 come tutti gli altri - 1963 ultima Illuminazione - Pellegrinaggio a piedi e rinnovo Promesse
I Servi della Madonna di Jaddico rinnovano le promesse
Non un ventisette come tanti altri, quello del 27 maggio. Siamo nel 2025.
Per i Servi della Madonna, per coloro che sono devoti del Santuario di Santa Maria Madre della Chiesa, questa data ci riporta all’ultima illuminazione del muro di Jaddico, un muro sul quale è raffigurata la Madonna con il Bambino, ma con anche al centro dei due un gallo, il quale continua a cantare e canterà in eterno per testimoniare la gloria di Dio.
Il gallo canta al sorgere del sole, ma a Jaddico canta sempre, perché quella luce era più del sole, era Dio stesso, che si rivelava con la sua luce.
Non dobbiamo perciò meravigliarci quando a Jaddico in un momento di preghiera raccolta, fatta col cuore, può capitare di sentire cantare, di sentire il canto di un gallo, anzi di sentire cantare “nu jaddu”.
I fatti prodigiosi accaduti a Jaddico vanno dal 20 agosto 1962 al 27 maggio 1963, un tempo durante il quale la Madonna ha tenuto per mano Teodoro e quei primi Servi che si sono stretti intorno a lui e con lui hanno pregato davanti a quel muro, davanti a quella Madonna, per tanti anni, tutte le sere, ignorando il tempo, l’acqua, la grandine, il vento e qualche volta la neve.
Per nove mesi, poco di più, la Madonna ha lavorato nel cuore di quelle persone, affinché Lei a partire da Brindisi, potesse diventare la porta che ci consente di raggiungere il cielo.
Il cuore di quelle persone come è stato detto, persone senza pretese intellettuali, è stato educato all’amore verso Dio e verso il prossimo.
Una richiesta ha fatto la Madonna, e l’ha fatta a Teodoro che si segnava e basta, l’ha fatta ad una persona non decisamente vicina alla chiesa, ad una persona che come risulta dalle testimonianze raccolte non era uno stinco di santo, perché durante il suo lavoro aveva un linguaggio decisamente colorito, ma fatta alla persona giusta.
“Coprimi, ho freddo”, e poi in un tempo successivo “chi mi sta facendo la casa è una brava persona” e ancora davanti alle preoccupazioni di Teodoro “non ti preoccupare figlio mio, tu credi che la Madonna non ti aiuterà?, ovunque andrai ti proteggerà ed il suo aiuto non ti mancherà mai”.
Ma torniamo a noi. Torniamo al 27 maggio che come abbiamo già detto ci ricorda l’ultima illuminazione del muro di Jaddico.
Alberto Del Sordo, un Servo della Madonna, uno dei testimoni della luce, ci dice che il 27 maggio 1963 il muro si illuminò di una luce intensissima e argentea, sicché lo sbiadito affresco della Madonna apparve rinnovato nei colori della veste e del manto.
Calcolai che non meno di cento riflettori messi assieme avrebbero potuto produrre un trionfo di luce come quello.
Dopo di che tornarono fittissime le tenebre.
Ecco perché per Jaddico, per i Servi della Madonna questa è una data importante. E’ la data in cui qui a Jaddico la Madonna si congeda, non sicuramente la data più importante, perché il 7 settembre 1962 la Madonna appare a Teodoro.
“Non tutti potranno vedere ciò che tu vedi” gli dirà.
E’ stato un 27 il giorno in cui si ricorda la posa della prima pietra. Il 27 febbraio 1963.
E’ stato un 27 il giorno in cui i Padri Carmelitani hanno fatto ingresso a Jaddico. Il 27 novembre 1986.
Possiamo continuare questo elenco se parliamo del foglio di collegamento che prima veniva scritto a Jaddico. Inoltre il 27 di ogni anno vengono ammessi alla Pia Associazione dei Servi della Madonna i nuovi associati, i quali promettono di diffondere la devozione a Maria Santissima e pregare per gli ammalati.
Così pure fanno coloro che negli anni precedenti hanno aderito alla Pia Associazione, quando in questa giornata rinnovano le promesse fatte, anche loro, alla domanda che il sacerdote pronuncia, rispondono: “Si lo vogliamo”.
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