QUANDO IL GALLO CANTO'
Affresco della Madonna di Jaddico con il Bambino benedicente.

Il Gallo, anzi "lu Jaddu"
(da qui Jaddico: questa l'ipotesi più accreditata)
Quando il "gallo" canta le emozioni possono essere diverse
e contrarie.
Possiamo veder
piangere. Questo può accadere se abbiamo di fronte Pietro, nel
momento in cui si trova davanti al fuoco, davanti alla sua terza
bugia e perché gli risuonano le parole che Gesù gli aveva da poco
detto.
Se invece di
trovarci assieme a tanta gente, così come è capitato a Pietro, se
invece, dicevo, ci troviamo a Jaddico, sempre di notte, nel silenzio
della notte, allora potrebbe accadere di sentir cantare un gallo.
Anzi il gallo,
quello che si intravede sull'affresco.
Una pagina che leggo
dice che abbia cantato a squarciagola.
L'ARRIVO DEI
CARMELITANI A BRINDISI
“e il gallo cantò”
Il tempo era
maturo perchè giungesse a Jaddico una comunità religiosa.
I Servi della
Madonna, attraverso la persona di Alberto Del Sordo, erano in stretto
contatto con la Curia di Brindisi perchè ciò si realizzasse.
Mons. Settimio
Todisco, Vescovo di Brindisi e Ostuni durante gli anni che stiamo
narrando, ci dice che tutto questo assume un grande significato,
perchè quelle persone, appunto i “Servi”, anziché sentirsi
preoccupati di voler conservare una bandiera da tenere in mano,
avvertono la necessità di avere a Jaddico la presenza di una
comunità religiosa che possa promuovere un'azione educatrice
spirituale capace di toccare i cuori.
“Ho
contattato varie comunità religiose, afferma Mons. Todisco, finchè,
mentre ero in episcopio, durante l'ora di pranzo, è arrivata una
telefonata. Era il Padre Prov.le dei Carmelitani Scalzi, che mi
diceva: “Siamo riuniti in capitolo e abbiamo parlato anche di
Jaddico. Abbiamo concluso che, se lei non ha ancora provveduto, noi
saremmo disposti a venire.”
“Ho avuto contatto
con diverse comunità religiose, risponde Mons. Todisco, in questo
momento sto trattando, ma le dico che non ho concluso con nessuno,
però se voi mi date la disponibilità, io dico subito sì. Voi siete
stati i primi. Benvenuti!”
Ancora Mons.
Todisco: “Pongo una condizione: se venite a Brindisi io non voglio
che voi, nello svolgere il vostro ministero, passaste da una chiesa
all’altra; non che io non apprezzi, sento la necessità di un
centro di spiritualità a Jaddico, dove la presenza dei Padri deve
essere costante. Perchè si possa creare un servizio stabile, capace
di accogliere la gente, predicare, confessare, consigliare,
sollecitare la fede, necessita una disponibilità quotidiana, un
centro educativo spirituale, perché la fede non si fa a furia di
messe, di rosari, di processioni. Tutto questo è buono, ma, se non
si mettono in moto tutti i meccanismi educativi perchè la gente sia
convinta della propria fede, noi avremo sempre cristiani deboli,
fiacchi di assumere la responsabilità della fede per se stessi, per
la famiglia, per la società in cui vivono.
Termino di parlare.
Sento che il Padre sorridendo mi dice: “Eccellenza, lei mi pone
questa condizione, ma noi nel capitolo, abbiamo concluso che si
veniva a Brindisi, soltanto a questa condizione.
In piazza
Duomo, in Curia, in quel 1986, arrivò il Padre provinciale Innocenzo
Parente, che fu accolto da Teodoro D'Amici e da Alberto Del Sordo. I
tre raggiunsero il Vescovo Settimio Todisco.
La presenza del
Padri Carmelitani a Brindisi, di questi Figli devoti a Maria, è
diventata ormai una realtà.
I Servi della
Madonna promossero la costruzione del Santuario partendo solo da un
muro. I Padri Carmelitani giunsero a Jaddico dove trovarono solo il
grezzo della struttura che li avrebbe ospitati. Per intenderci il
convento.
E in quel
momento il gallo cantò. Non era il gallo che ricordava a Pietro di
aver appena rinnegato Gesù, ma il gallo di Jaddico, raffigurato
sull'affresco della Madonna.
Gridava che era
arrivata l'alba di un nuovo giorno. I padri Carmelitani Teresiani
erano arrivati.
A tempo debito
il Signore, scrive A. Del Sordo, nei suoi piani, avrebbe destinato a
Jaddico un Ordine mariano, quale quello dei Padri Carmelitani Scalzi
che aderendo all'invito dell'Arcivescovo, tramite il Vicario della
Diocesi, Mons. A. Catarozzolo, giunsero a Brindisi, e dal 27 novembre
1986 dimorano stabilmente a Jaddico.
I primi a
calcare il terreno di Jaddico sono stati: Padre Cirillo Di Rienzo,
Padre Enzo Caiffa, Padre Luigi Gaetani. Con loro anche alcuni giovani
che iniziavano il loro cammino vocazionale, tra cui Lorenzo Corangelo
e Andrea L'Afflitto.
I lavori furono
frenetici.
Dopo venticinque
anni di lavoro intenso, silenzioso, senza soste, i “Servi della
Madonna” consegnano le chiavi di Jaddico ai PP. Carmelitani, i
quali, possiamo oggi dire, da venticinque anni lavorano in maniera
intensa, silenziosa e senza soste.
La consegna delle
chiavi è solo un modo di dire, perchè la chiesa è sempre aperta
per una preghiera notturna, come richiesto dalla Madonna.
Senza soste, in
vista dell'anno giubilare del 2000, i Padri hanno realizzato la
costruzione del centro di spiritualità, capace di accogliere i
pellegrini in questa oasi Mariana, dedicata a Santa Maria Madre della
Chiesa.